Come fare per chiedere un rimborso.

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Siete rimasti in aeroporto per overbooking, il vostro volo è stato cancellato o ha registrato un ritardo di più di 3 ore alla partenza, avete perso la connessione? No problem, o meglio, il problema si fa più leggero perché secondo il Regolamento della Commissione Europea 261/2004 come passeggero avete diritto ad un rimborso sino a 600 euro se volate in, da o per la Unione Europea a bordo di una compagnia registrata nell’Unione stessa.

Perchè si applichi il Regolamento il passeggero deve essere in possesso di una prenotazione confermata sul volo, essere arrivato per tempo al check-in come indicato sul biglietto o comunicato dalla compagnia aerea, oppure, se l’orario non è indicato, non meno di 45 minuti prima del previsto orario di partenza del volo, o essere in transfer da un volo verso un volo sul quale si ha una prenotazione. Sono inclusi i passeggeri che viaggiano con biglietti frequent flyer ma esclusi quelli che viaggiano con biglietti omaggio o scontati non disponibili al pubblico.

Il Regolamento vale anche per la Svizzera che, seppure non un Paese dell’Unione, ha in atto accordi bilaterali.

Una precisazione: una sentenza della Corte europea di giustizia ha stabilito che l’effettivo orario di arrivo di un volo corrisponde al momento in cui si apre il portellone dell’aereo e non quando si tocca la pista di atterraggio, quindi è solo a quel punto che si calcola se il ritardo è di più o meno di 3 ore.

Compagnie low-cost o compagnie di bandiera non fa differenza, il rimborso si può chiedere per voli effettuati sino a 6 anni precedenti alla data del reclamo. Così affermano avvocati e attivisti di due società presenti sul mercato che si avvalgono del Regolamento della EU per portare avanti le vostre istanze di risarcimento. Entrambe seguono il modello “no win no fee”, se non si viene rimborsati non si paga nulla di commissione, che corrisponde al 25% della cifra totale.

Eccole: AirHelp con sede a Hong Kong,  ha pure una pagina in italiano; refund.me con sede a New York.

Le app per lo smartphone: AirHelp.

Anche Claim Flights si avvale dello stesso Regolamento e applica lo stesso modello. La società ha sede nel Regno Unito e nella pratica pagina web (qui) si può avere, prima della firma del contratto, una chiara valutazione del rimborso indicando numero e data di volo, problematiche causate dal ritardo. Per il momento, però, si occupano solo di casi provenienti da Germania, Regno Unito e Francia.

Un lettore ci segnala un sito tutto italiano, ritardatapartenza.it, che non prevede il pagamento di alcuna percentuale anche se l’istanza di risarcimento dovesse andare a buon fine. Si avvale dei servizi legali della Camera Arbitrale Italiana e si occupa di ritardi, cancellazioni del volo, negato imbarco del passeggero, smarrimento, danneggiamento o ritardata consegna del bagaglio.

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