Author: michelemolinari

Come fare per entrare nella Unione Europea: ETIAS.

il processo di applicazione per ETIAS, obbligatorio per tutti i cittadini non europei che appartengano ad un Paese per il quale non è richiesto un visto

La richiesta di sicurezza e controllo sui viaggiatori è in crescita in ogni parte del mondo. Per quanto riguarda l’Unione Europea sappiamo come merci e persone possano liberamente muoversi all’interno della Zona Schengen una volta che ne abbiano superato i confini. Più controllo alle frontiere dell’Unione è quello che i cittadini europei richiedono da tempo e che la Commissione Europea ha messo in pratica introducendo il sistema ETIAS European Travel Information and Authorization System. Le procedure legali di ETIAS sono iniziate nel 2016 e il sistema dovrebbe entrare in vigore nel 2021.

Il sistema ETIAS è stato sviluppato per velocizzare le pratiche di ingresso, ma soprattutto per controllare in modo più attento e preciso tutti i cittadini di quei 61 Paesi che non hanno bisogno del visto per viaggiare verso l’Unione Europea. In questo è simile ai sistemi ESTA ed eTA richiesti per viaggiare verso USA e Canada rispettivamente.

ETIAS è un sistema completamente elettronico che verifica il grado di pericolo di chi intende viaggiare verso la EU; le informazioni vengono raccolte, aggiornate e verificate confrontandole con i database di Interpol, Europol ed altre organizzazioni di Polizia e Sistemi di Sicurezza per determinare se sia sicuro permettere l’ingresso nella zona Schengen a questi viaggiatori. ETIAS consente di viaggiare nella Unione Europea per un periodo non eccedente 90 giorni, per ragioni di turismo, business, transito e mediche. È obbligatorio per tutti quei Paesi che sono Schengen visa-free.

La richiesta dell’Autorizzazione avviene online, non occupa più di 10 minuti di tempo, ha un costo di 7€ e una validità di 3 anni.

ETIAS non è necessario per tutti quanti abbiano un passaporto color rosso borgogna della Unione Europea, ma diventerà obbligatorio per amici o parenti in visita da quei Paesi per i quali, sino ad ora, è stato sufficiente presentare il passaporto al momento dell’ingresso nella Zona Schengen.

Verifica qui chi ha bisogno di ETIAS.

Dress code a bordo. Quando l’abito potrebbe lasciarvi a terra.

Boeing 777-200ER di Saudi Arabian Airlines

Il dress code non è solamente quel codice di abbigliamento che ci suggerisce quando fare bella figura con giacca e cravatta, e comunque non dimenticate che Non c’è una seconda occasione per fare una prima buona impressione, ma pure ci dà indicazioni su come non offendere culturalmente (!) i nostri compagni di viaggio. Perché non c’è modo più semplice di incontrare persone di altre culture che quello di viaggiare in aereo.

Ora, se ad esempio un paio di sandali o di infradito possono essere una liberazione del corpo e dello spirito quando siamo in spiaggia, ricordatevi come l’esposizione dei piedi al prossimo non sia sempre bene accetta, soprattutto quando incrociamo le gambe e quindi li solleviamo. Ma anche altre parti del corpo sono un No No se la pelle è a vista, come ha imparato sulla propria pelle, appunto, Jordan Bishop, collaboratore della prestigiosa rivista Forbes, pronto a viaggiare con Saudi Arabian Airlines tra Jakarta e Istanbul via Riad.

Il nostro viaggiatore, una volta arrivato al gate, si è visto negare l’accesso a bordo perché indossava pantaloni corti, sicuramente un sollievo nell’afoso clima della capitale indonesiana, ma una mancanza di rispetto delle tradizioni e della cultura sul suolo Saudita, quale appunto è la compagnia aerea di bandiera.

Questo è il dress code riportato sulla pagina web della compagnia, e non permette voli interpretativi: – Saudia chiede ai propri ospiti di attenersi a un codice di abbigliamento in base al quale siano vestiti in linea con il gusto del pubblico o non offensivo per gli altri passeggeri.

Se il gusto del pubblico è in realtà quanto di più opinabile possibile, considerate che nel lasso di una generazione siamo passati dai jeans stirati e con la piega a quelli sbrandellati da una orda di lupi, non altrettanto si può dire per le offese al prossimo. O forse sì? Comunque sia, cultura, religione, tradizioni altrui vanno rispettati, soprattutto quando siamo lontani da casa.

Senza tralasciare il fatto che, pur nel lungo processo di acquisto, prenotazione e conferma del biglietto aereo la compagnia potrebbe notificare ai passeggeri il proprio severo dress code, ma questo richiederebbe di entrare nei particolari di lunghezze di pantaloni e gonne, maniche e copri spalla, tatuaggi, piercing e trecce rasta, pur tenendo a mente tutto questo dicevamo, l’ignoranza della legge non esime dal suo rispetto.

Ricapitolando: siete al gate e non vi fanno passare, vi sentite ferito nell’orgoglio perché siete un grande viaggiatore e scrivete per una grande rivista e blah blah ma rischiate comunque di rimanere a terra e l’unico modo di coprire quelle gambe pelose è nel vostro bagaglio già nella stiva dell’aereo … che partirà con o senza di voi. Che fare, che fare? Siete in Indonesia quindi vi comprate un sarong, e con quella gonna stretta in vita e lunga sino ai piedi passate finalmente oltre al gate e vi incamminate lungo il finger con il passo sicuro di una top model in passerella.

Per quanto soprendente possa sembrare non è solo Saudia che impone un dress code. Ricordo infatti top model, di quelle vere, lasciate a terra per abbigliamento troppo provocante, la biancheria intima era visibilmente esposta, o rapper fatti scendere perché si sono rifiutati di tirare su i pantaloni ad altezza cintura, quella che il pubblico generalmente considera essere la posizione nella quale si porta una cintura. Le compagnie in questione sono le laicissime jetBlue, nel primo caso, e Southwest nel secondo.

Sempre Southwest ha pure fatto notizia per avere negato il volo ad una donna mussulmana vestita in modo “troppo islamico”, con un foulard sulla testa, perché alcuni degli altri passeggeri non si sentivano totalmente a proprio agio con la richiesta della donna di sedersi in un posto corridoio (!?).

Se pensate che la religione abbia a che fare con il modo in cui la gente si veste, pensate male ma non sbagliato, d’altronde per visitare la basilica di San Pietro, in Vaticano, il dress code impone, per uomini e donne, niente canottiere, niente shorts o gonne sopra il ginocchio.

Ma siccome non c’è limite né al peggio né al comportamento della gente a bordo, questa è la pagina passengershaming su Instagram. Attenzione, per alcune immagini ci vuole stomaco.

Alitalia e ANA siglano un accordo di codeshare.

l’accordo di codeshare tra Alitalia e ANA All Nippon airways

Le principali compagnie aeree di Italia e Giappone, Alitalia e ANA, hanno firmato un accordo commerciale di codeshare che entrerà in vigore il 28 ottobre 2018, mentre i voli in codeshare sono in vendita già da metà settembre.

Al momento il ponte aereo considerato nell’accordo viene compiuto con apparecchi Alitalia che operano tra Roma FCO / Milano MXP verso Tokyo Narita NRT. Su questi voli ANA All Nippon Airways potrà apporre la propria sigla NH. Al contempo Alitalia applicherà la propria sigla sui voli ANA in coincidenza da Tokyo NRT verso Fukuoka, Okinawa, Osaka ITM, Sapporo e Sendai, mentre ANA metterà la propria sui voli Alitalia in coincidenza da Roma verso Bologna, Firenze, Milano MXP, Napoli, Torino e Venezia.

L’accordo si estende anche ai rispettivi programmi di frequent flyer, rispettivamente MilleMiglia e ANA Mileage Club: gli accrediti di miglia saranno possibili solo sulle rotte in codeshare, mentre il riscatto sarà valido su tutti i voli delle compagnie.

L’accordo tra le due compagnie risponde alla crescente richiesta di viaggi tra Italia e Giappone e offrirà una più ampia scelta e flessibilità di voli. Entrambe si augurano che la partnership commerciale possa crescere con nuovi voli intercontinentali e nazionali.

ANA è parte di Star Alliance e dal 2013 è una compagnia Skytrax 5-star.

L’accordo commerciale siglato privilegia i passeggeri giapponesi che possono approfittare di 2 voli in più per l’accredito di miglia, e la compagnia italiana che amplia la base di clienti per i voli intercontinentali.

Come evitare di ammalarsi quando si vola.

quando possibile tenetevi a distanza da un passeggero con sintomi di infezione

Alla fine del mese di agosto 4 passeggeri hanno contratto il morbillo volando Southwest Airlines all’aeroporto di Houston. Qualche giorno più tardi una dozzina di passeggeri, a bordo di due voli American Airlines tra l’Europa e Filadefia, hanno sviluppato sintomi di influenza. Gli stessi sintomi che si sono palesati in oltre un centinaio di passeggeri del volo Emirates 203 tra Dubai e New York, con a bordo almeno 521 passeggeri distribuiti su due ponti; tutti i passeggeri sono stati esaminati e molti ospedalizzati e posti sotto quarantena all’arrivo all’aeroporto JFK.

Va comunque considerato che il periodo di incubazione di malattie trasmesse per via aerea è di giorni e non ore quindi, presumibilmente, la maggior parte delle persone che hanno manifestato sintomi in volo sono salite a bordo già infettate.

Molti dei passeggeri a bordo del volo EK203 erano di ritorno dal pellegrinaggio Hajj alla Mecca, dove si sa c’è stata una epidemia di influenza.

Con le moderne tecnologie di ricircolo e filtrazione dell’aria a bordo degli aerei, infatti, le possibilità di contrarre una infezione mentre si vola sono pari a quelle che si hanno in spazi ristretti e affollati come posti di lavoro, sale di cinema o di assemblea, mezzi di trasporto, etc.

Grazie ai filtri HEPA, high-efficiency particulate absorber, e al ricircolo di aria miscelata al 50% proveniente dall’esterno e al 50% filtrata, la IATA International Air Transport Association, considera che l’aria erogata all’interno di un velivolo sia praticamente sterile e senza particelle.

Com’è possibile, allora, infettarsi mentre si vola. Sempre rimanendo nel campo delle malattie trasmesse per via aerea, l’infezione diventa più probabile quando si entri in diretto contatto con una gocciolina, tossita o sternutita, e quindi nei pressi di un passeggero infetto.

Questi sono i suggerimenti per ridurre le probabilità di infezione la prossima volta che siete a bordo:

  • Tenetevi ad almeno 1 metro di distanza da chi tossisce o sternutisce. Se ci sono posti liberi chiedete al personale di bordo di cambiarvi di sedile, in caso contrario coprite naso e bocca e respirate attraverso un fazzoletto.
  • Toccate il meno possibile parti comuni: poggiabraccia, tasti e leve, schermo e schienale di fronte, rivista di bordo, porta delle toilette e rubinetti. Lavatevi le mani il più frequentemente possibile e sicuramente prima dei pasti.
  • Evitate di toccarvi frequentemente il viso dato che i batteri possono entrare attraverso la bocca, il naso e gli occhi.
  • Scegliete solo cibo ben cotto e cucinato di recente, bibite in bottiglia.
  • Per il bene vostro e degli altri: non viaggiate se ammalati.

Teheran sempre più isolata.

Iran Air Airbus A300 all’aeroporto di Francoforte FRA

Si allunga la lista di compagnie europee che sospendono i voli verso Teheran.

Agli annunci di Air France-KLM (la sospensione sarà operativa dal 18 settembre per AF e 24 settembre per KL) e British Airways (22 settembre), si aggiunge il recente annuncio di Aegean Airlines (11 ottobre) la quale, inoltre, informa i passeggeri che saranno rimborsati completamente e senza penale tutti i biglietti già emessi sulla rotta.

Ancora per pochi giorni Air France servirà Teheran con la sussidiaria Joon, da sempre impiegata sulle rotte meno remunerative e che già si è vista costretta a ridurre il numero di collegamenti da 3 ad 1 settimanale per mancanza di richiesta.

Tutte le compagnie menzionate giustificano la necessità del cambio di operatività con la sopraggiunta mancanza di condizioni economiche favorevoli. Il cambio di strategia segue la decisione unilaterale del Presidente USA Donald Trump di uscire dall’accordo firmato nel 2015 secondo il quale l’Iran acconsetì a limitare il proprio programma nucleare in cambio della rimozione delle sanzioni internazionali sulla sua economia. Al momento i principali danneggiati dalle scelte della Amministrazione USA sono, oltre all’Iran, diverse compagnie europee, quali ad esempio Total, il produttore di automobili PSA e Siemens, che si sono ritirate dal mercato iraniano prosciugando di fatto il flusso dei passeggeri business.

Alitalia, Austrian Airlines, Lufthansa e Turkish Airlines ancora servono la metropoli iraniana, confidando, per il momento, di intercettare il ridotto numero di passeggeri e mantenere così aperto il vitale canale di comunicazione con l’Europa.

Mahan Air Airbus A310

Le due compagnie iraniane che volano in Europa sono Iran Air e Mahan Air. Iran Air IR, che ha codeshare con Austrian Airlines, Lufthansa e Turkish Airlines, opera verso 28 destinazioni internazionali in 21 Paesi, tra queste numerose destinazioni europee; Milano MXP e Roma FCO in Italia. Mahan Air W5, che vola verso 68 destinazioni in 28 Paesi, collega Teheran con gli aeroporti europei di Barcellona, Dusseldorf, Milano, Monaco, Parigi.

Tehran Imam Khomeini International Airport IKA copre tutti i voli internazionali con destinazione Teheran; nel 2017 ha visto passare 9 milioni di passeggeri.