Category: aviation business

Qatar Airways è autorizzata a comprare il 49% di Meridiana.

Meridiana McDonnell Douglas MD82 - © Flo Weiss

Meridiana McDonnell Douglas MD82 – © Flo Weiss

Da poco più di un mese, esattamente il 23 marzo 2017 (leggi qui), la Commissione Europea ha autorizzato Qatar Airways ad acquistare il 49% della compagnia aerea basata ad Olbia, il massimo percentuale concesso ad un investitore extra-europeo; il restante 51% rimarrà nelle mani dell’Aga Khan.

Meridiana, che è stata valutata 80 milioni di euro, è ora controllata dalla Aqa Holding. L’Aga Khan ha già versato il 51% del capitale nella nuova società, quello di Meridiana, mentre si aspettano entro la fine di giugno i 39 milioni di euro da parte di Qatar Airways. La tappa successiva all’acquisizione sarà la messa in pratica del piano industriale dalla nuova gestione che, se confermato nei fatti, vedrà la compagnia sarda aumentare la flotta nel giro di 5 anni. Al momento Meridiana vola 15 apparecchi vecchiotti, età media 21 anni, tra questi anche 4 McDonnell Douglas MD82 (qui la flotta completa). Aqa Holding, tramite cessioni dirette da parte di QR e acquisizioni specifiche, conta di portare la flotta di IG a circa 50 nuovi velivoli; i primi saranno 7 Boeing 767-300  per il lungo raggio e 18 Boeing 737-800 per il corto e medio raggio.

L’obbietivo della nuova Meridiana sarà di diventare leader in Italia: una nuova compagnia per voli domestici ed intra-europei in concorrenza con Alitalia, ma soprattutto Ryanair e easyJet.

Il programma di fidelizzazione della compagnia, Meridiana Club, consente l’accumulo di punti Avios ed è in collaborazione con  il programma di British Airways ed Iberia, entrambe, e come Qatar Airways, nell’alleanza oneworld.

Alitalia va verso il commissariamento. E poi?

scatole di cartone e scotch da pacchi per il referendum Alitalia

scatole di cartone e scotch da pacchi per il referendum Alitalia

Il risultato scaturito dalle urne di cartone (!) del referendum tenuto nei giorni scorsi tra i dipendenti di Alitalia ha avuto un esito annunciato: No. No al piano, l’ennesimo, un altro!, messo in piedi dai dirigenti / banche / azionisti / etc. etc. No ad una iniezione di denaro che senza un ri-vo-lu-zio-na-rio e a-u-da-ce piano industriale prima o poi sarebbe finito, anche questo un’altra volta.

I sindacati avevano approvato, ma poi hanno voluto sentire la voce degli iscritti … e perché? Se il sindacalista non rappresenta, che bisogno c’è di averlo? Forse perché, facendo un po’ di dietrologia, tutti se ne sono voluti bellamente lavare le mani e nessuno c’ha voluto mettere la faccia: Alitalia, così com’è, non funziona. È pesante, troppi dipendenti; è gestita male, tanti travet senza immaginazione; vola dove non serve, leggi dove non guadagna. Va chiusa. Non è un asset per il Paese, al contrario è un’àncora.

E allora, gira l’elica gira, l’unico modo per salvare il salvabile sembra proprio quello di commissariare, sforbiciare, vendere. Da quando l’azionista di maggioranza, Etihad, si è messo a fare affari con Lufthansa (leggi qui e qui), hanno iniziato a circolare voci pure riguardo ad AZ. Potrebbe veramente Roma FCO diventare l’hub più a sud di quel colosso dei cieli che è Lufthansa Group, ed Alitalia snellirsi come Swiss? Questa è l’ipotesi ventilata dall’analisi de La Stampa di oggi che, tra le tante pagine sui quotidiani odierni è quella più essenziale ed incisiva. La trovate qui.

Ma cosa significa commissariare? Qui l’articolo su Il Sole 24 Ore.

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Chi segue abitualmente fammi volare forse avrà notato che in testa a questo post mancano i bottoni di Google Translator, è una scelta intenzionale. Oggi come non mai i panni sporchi si sciacquano in Arno, non c’è bisogno di sbandierare la nostra, reiterata, incapacità di fare impresa.

 

Roma Fiumicino sarà il primo hub di Ryanair.

Boeing 737 MAX

Boeing 737 MAX con livrea Ryanair

Ryanair è pronta a cambiare modello industriale e a passare ad uno schema hub-and-spoke. Dopo anni passati a perfezionare il modello point-to-point, che porta i passeggeri da un aeroporto all’altro senza scali intermedi, ma non si occupa delle connessioni né alla partenza né all’all’arrivo, la compagnia low-cost irlandese è alla soglia del grande balzo. Dalla fine del mese di aprile 2017 sarà Roma Fiumicino, aeroporto principale di quell’Alitalia ancora alle prese con mille problemi, il primo scalo nel quale i passeggeri di Ryanair potranno trasferirsi da un volo all’altro per giungere a destinazione.

Il sistema point-to-point è più semplice da mettere in pratica e richiede meno spese da parte del vettore, ma limita il numero di destinazioni che un passeggero può raggiungere, e lo obbliga a studiare autonomamente orari dei voli e tempi dei trasferimenti che comprendono pure il ritiro dei bagagli e la loro riconsegna. Nel modello incentrato su hub, invece, la compagnia si fa carico delle coincidenze dei voli, della logistica del trasbordo dei bagagli e, con un semplice stop-over, amplia il ventaglio di destinazioni raggiungibili con un solo biglietto. È inoltre responsabile, in caso di ritardo che causi la perdita della coincidenza, di portare comunque a destinazione il passeggero.

Per il mese di settembre, inoltre, è previsto l’inizio di una collaborazione più stretta, quale feeder dei voli intercontinentali, di Norwegian Air Shuttle a Londra Gatwick e Aer Lingus a Dublino.

Siamo agli albori di un cambio di paradigma per le compagnie low-cost, che puntano a diventare ancora più competitive nei confronti dei vettori tradizionali.

Lufthansa si espande verso est: aggiunti nuovi codeshare.

Oman Air business class a bordo di Airbus A330-300 - ©Andrea Tabanelli

Oman Air business class a bordo di Airbus A330-300 – ©Andrea Tabanelli

Dopo la sorpresa di essere scesi a patti con uno dei “grandi nemici” del Golfo, nello specifico Etihad Airways (leggi qui), Lufthansa e le altre compagnie del Gruppo continuano l’espansione dei codeshare verso est, tocca ora a Oman Air e Cathay Pacific. Se il primo è un attore di secondo piano nel panorama aeronautico mondiale, il secondo è un concorrente diretto del Lufthansa Group sulle rotte per il Sudest Asiatico e più lontano verso l’Australia e la Nuova Zelanda, oltre che socio fondatore dell’alleanza oneworld, così come Lufthansa lo è della rivale Star Alliance.

Vediamo nello specifico quali sono i vantaggi per i viaggiatori delle diverse compagnie.

Lufthansa metterà il proprio codice sui voli operati da Oman Air in collegamento tra Muscat MCT e sia Monaco MUC che Francoforte FRA; per migliorare il servizio già eccellente della compagnia sulla rotta MCT – FRA verrà introdotto il nuovissimo Boeing 787-9. All’aeroporto di Francoforte, al fine di facilitare i collegamenti verso altri vettori Star Alliance, le operazioni della compagnia omanita verranno trasferite al Terminal 1. Dalla Germania il codice di Oman Air raggiungerà poi 59 destinazioni tra Europa e Nordamerica.

Il codeshare con Cathay Pacific vedrà Lufthansa, Swiss e Austrian Airlines mettere il rispettivo codice sui voli in partenza da Hong Kong per Auckland, Cairns, Melbourne e Sydney; dal 26 aprile. Il codice CX di Cathay Pacific apparirà su 14 destinazioni europee incluso Francoforte, Vienna, Zurigo, Venezia e Firenze.

I rapporti di codeshare permetteranno l’accumulo e l’utilizzo di miglia sui programmi delle rispettive compagnie.