Category: aviation business

Europa – USA con stopover incluso in Islanda.

Boeing 767 di Icelandair con la livrea ispirata all'aurora boreale

Hekla Aurora, il Boeing 757 di Icelandair con livrea ispirata all’aurora boreale

Da qualche anno i voli da e per l’Islanda sono in aumento, e non solo per ragioni di turismo, ma pure perchè l’aeroporto Keflavik KEF di Reykjavik è diventato uno stop-over sulle tratte del Nord Atlantico tra l’Europa e il Nord America.

Sfruttando la posizione strategica dell’isola, Icelandair FI e WOW air WW sono riuscite a ritagliarsi uno spazio nel mercato di passeggeri che viaggiano tra i due continenti a tariffe contenute. Mentre WOW air è una low-cost dichiarata, Icelandair è un mix dei due business model dato che offre pure una business class, alquanto elementare nei sedili anche se confortevoli, chiamata Saga Class.

WW vola una flotta di tutti Airbus: file di 6 sedili affiancati (3-3) e pitch di 30-31 inches sugli Airbus A320 e A321, e file di 8 sedili affiancati (2-4-2) sugli Airbus A330 dove, oltre alla economy base, c’è anche una economy XL con pitch di 34 inches.

FI invece vola una flotta di tutti Boeing sempre divisi in 3 classi: economy con 32 inches di pitch, economy confort (33”) e business class (40”); sui narrow body B757 la disposizione è 2-2 in business class e 3-3 in economy, mentre a bordo dei B767 i sedili sono disposti 2-3-2 e 2-1-2. Va detto che i sedili di Saga class, per quanto ampi e confortevoli, reclinano solo parzialmente e non sono per nulla comparabili a quelli di business class delle compagnie legacy, sono piuttosto una economy plus intercontinentale o una first class continentale di queste ultime.

route map di Icelandair; con un punto di vista diverso è chiara la convenienza della rotta islandese da e verso gli USA

route map di Icelandair; con un punto di vista diverso è chiara la convenienza della rotta islandese da e verso gli USA

Altra differenza tra le due compagnie è il servizio a bordo: mentre Icelandair offre bibite non alcoliche calde e fredde anche in economy class, WOW air fa pagare snack e anche un bicchiere d’acqua, che però arriva in bottiglietta (!). A bordo di Icelandair i pasti, le bibite, il vino e pure lo champagne sono inclusi nel biglietto di Saga class, ma si pagano in economy.

Stesso discorso vale per i bagagli: WW permette solo un carry-on e fa pagare per ogni bagaglio aggiuntivo e per tratta, un volo Europa – USA comprende 2 tratte, e il prezzo è maggiorato in aeroporto rispetto alla pagina Internet (qui) dove le offerte scompaiono 24 ore prima del volo. FI consente almeno un bagaglio da 23 kg, due se il volo e da/per gli USA, e addirittura il peso max di ogni bagaglio arriva a 32 kg per i passeggeri di Saga Class (qui la tabella di confronto).

Un altro vantaggio per i passeggeri di Saga Class è la possibilità di accedere alla lounge dell’aeroporto di Keflavik: spaziosa, confortevole, con varietà di cibo e bibite a disposizione dei viaggiatori e la stupenda musica islandese di sottofondo.

Ma a parte le amenità per chi scelga di viaggiare in classe business, il vero asso nella manica che entrambe le compagnie offrono ai loro passeggeri è la possibilità di considerare un lungo stopover in Islanda senza prezzo aggiuntivo. La vacanza sull’isola diventa, quindi, un viaggio nel viaggio. Nella pagina web sia WOW air (qui), che Icelandair (qui), offrono la possibilità di prenotare tour e attività.

La conferenza stampa di Lufthansa e Etihad.

la press conference comune

la press conference comune

Oggi, 1 febbraio, ad Abu Dhabi, i rispettivi CEO di Lufthansa Group e Etihad Aviation Group, Carsten Spohr e James Hogan, hanno illustrato a grandi linee i contenuti degli accordi di collaborazione tra i due gruppi che saranno “profondi e ampi.

In poche parole:

  • oggi hanno inizio gli accordi di code-share, inizialmente riguarderanno il Subcontinente indiano, da un lato, e l’Europa e il Sud America, dall’altro
  • Lufthansa fornirà servizio di catering a Etihad e agli Equity Partners, al di fuori di Abu Dhabi; accordo di 4 anni del valore di 100 milioni di dollari
  • collaborazione e assistenza di Lufthansa Technik a Etihad
  • Etihad sposterà le operazioni a Francoforte e Monaco nei terminal di Lufthansa

È stato anche firmato un memorandum of understanding per intensificare la collaborazione tra i rispettivi gruppi che, chissà, potrebbe portare ad una joint venture negli anni a venire.

Spohr considera pure che ci saranno maggiori consolidamenti di compagnie aeree in Europa e nel Medio Oriente e puntualizza come, nonostante le diverse origini, le ME3 ricevono a suo avviso aiuti di Stato a differenza di LH, i due gruppi possono collaborare proficuamente.

Forse si ci aspettava di più, magari qualche notizia eclatante che non fosse filtrata dei giorni scorsi, ma a mio parere si tratta di un grande accordo tra ex-nemici: la strada comune è stata tracciata.

Indiscrezione: Etihad compra un 30-40% di Lufthansa, c’è l’opzione per la fusione. Cosa sarebbe conveniente per entrambe.

Lufthansa Airbus A380 e Boeing 747 a Francoforte FRA

Lufthansa Airbus A380 e Boeing 747 a Francoforte FRA

Indiscrezione: Etihad compra un 30-40% di Lufthansa, c’è l’opzione per la fusione.

La notizia, pubblicata a metà gennaio da Il Messaggero e subito ripresa da varie agenzie e blog in giro per il mondo, è esplosa come un palloncino scoppia ad una festa di compleanno: tanto rumore ma poco danno; a parte una leggera crescita del titolo di LH alla Borsa di Francoforte. Subito l’opinione degli esperti si è divisa tra scettici e possibilisti, tra chi vedrebbe di buon occhio una maggiore cooperazione tra i due giganti dell’aviazione mondiale e i patrioti puristi che difendono le bandiere ad oltranza. Il giorno appresso è arrivata la smentita, e il valore del titolo è subito rientrato. Ma, d’altronde, quando mai si confermano i pettegolezzi.

Comunque, che Lufthansa ed Etihad conoscano i rispettivi numeri di telefono è un dato di fatto, come abbiamo già scritto qui hanno discusso e fatto affari sul tavolo di airberlin, ma il passo di cui poco sopra sarebbe tutt’altra cosa, anche se non una novità nell’industria. Ricordiamo infatti di come Qatar Airways possegga una percentuale non indifferente, il 20%, di IAG (British Airways e Iberia).

Il tavolo delle trattative si può ampliare a piacimento, gli affari sono tali quando portano reciproca convenienza. Lasciando per un attimo da parte le acquisizioni, di sicuro si può parlare di codeshare: LH trarrebbe vantaggio sulle tratte verso il Medio Oriente, il Subcontinente indiano e l’Australia, mentre ad EY si potrebbero spalancare le porte del Nordamerica e Caraibi. Lo stesso Nordamerica ambita meta di Alitalia, perchè non dimentichiamo che Eithad porta in dote una serie di compagnie satelliti che ancora sta cercando di ottimizzare e portare al nero. C’è forse la possibilità di vedere un giorno la sigla AZ su voli in partenza da Francoforte o Monaco? Probabilmente molto dipenderà dalle trattative sulla ridiscussione degli accordi sul Nordatlantico tra AZ e Delta.

Anche alcuni dei soci italiani di Alitalia vedrebbero di buon occhio una partecipazione più stretta con Lufthansa, sia per l’iniezione di capitale fresco che porterebbe sia per liberarsi dalle maglie strette cui l’hanno costretta alcuni alleati di SkyTeam.

Le cifre strillate nel titolo sono comunque eccessive, dato che secondo la legge tedesca sulle acquisizioni pubbliche “Qualsiasi parte, agendo da soli o in concerto con gli altri, direttamente o indirettamente, che acquisisca una partecipazione di controllo in una società quotata [viene indicata la soglia del 30%], deve lanciare un’offerta pubblica per tutte le azioni in circolazione”, ma così facendo Lufthansa rischierebbe di perdere i diritti di volo come compagnia europea.

Lasciata quindi fuori discussione l’ipotesi di fusione, resta sul tavolo come opzione plausibile l’acquisto di una partecipazione, inizialmente ridotta, ma che può crescere negli anni.

Turatevi il naso e volate Ryanair.

Ryanair Boeing 737

Ryanair Boeing 737

Che Ryanair sottopaghi i propri dipendenti (qui) e non abbia un buon rapporto con i sindacati è un dato di fatto, ma nonostante ciò, o chissà in parte proprio per questo, continua ad aggiungere rotte, per le quali si fa riccamente finanziare dagli Enti locali, e ad aumentare il fatturato, 6 miliardi di euro, e gli utili, 1,2 miliardi nel 2016.

Quello che sempre mi stupisce è di come non cessino di aumentare anche i passeggeri, ammaliati dalle tariffe e dai voli scomodi ma diretti, e assolutamente ciechi, sordi e muti, come le tre scimmiette, di fronte agli abusi che ben pochi di loro accetterebbero in silenzio e a capo chino sul proprio posto di lavoro o nella professione.

Oggi lunedì 23 gennaio la compagnia è stata convocata, come legge impone, all’incontro di conciliazione nella sede del Ministero del Lavoro per cercare una conciliazione, appunto, con i lavoratori e scongiurare lo sciopero proclamato per il 7 febbraio 2017 dalla Fit-Cisl. Non sarebbe la prima volta che Ryanair non si presenta alle riunioni, disconoscendo di fatto ogni associazione sindacale italiana, visto che ritengono che i loro dipendenti rispondano solo all’ordinamento irlandese, paese nel quale hanno la sede.

Se dovessero continuare a disertare gli incontri si potrebbe creare un precedente dannoso per i passeggeri: non venire preventivamente e adeguatamente informati sugli scioperi o le eventuali revoche.

British Airways evolve verso una low-cost.

L’impatto delle aerolinee di basso costo sul mercato dell’aviazione mondiale, ed europeo nello specifico, è sempre più marcato con il passare degli anni. Se all’inizio il grande pubblico ne ha beneficiato con l’offerta di prezzi estremamente contenuti, per poi rendersi conto…