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Volare con la pancia piena e la ricetta in tasca.

cucinaPer lunghi anni ho evitato il cibo delle compagnie aeree. Nel tempo mi sono portato a bordo di tutto, dalla frutta ai biscotti, passando per i sandwich e i trail-mix. Non sono mai arrivato al punto di mettere in borsa anche un thermos di caffè, pre settembre 2001, o del caffè solubile negli anni successivi, ma spesso, davanti a degli intrugli di cicoria, scarafaggi tostati e polvere che mi venivano propinati spacciandoli per caffè, me ne sono amaramente pentito. Poi qualcosa è cambiato, in meglio, chissà se dovuto a una perdita del mio senso del gusto o a un miglioramento delle cucine di bordo; propendo per un mix delle due opzioni. E’ comunque innegabile che negli ultimi anni si sia posta più attenzione al cibo servito ai passeggeri, ed era ora!

Ho recentemente volato con Alitalia AZ tra Roma FCO a New York JFK, andata in premium economy, Classica Plus, e ritorno in business, Magnifica (la recensione qui), e vi assicuro che ho ritrovato il piacere di pranzare o cenare ad alta quota.

Il servizio in premium ha inizio prima del decollo con un bicchiere di succo di frutta o di spumante, mentre si distribuiscono i quotidiani italiani e stranieri di Paesi delle compagnie aeree parte di SkyTeam, e un cartoncino stretto e alto sul quale si leggono i due menù proposti: da un lato il Valtellina e a verso quello Dolomiti. Il primo recita come antipasto formaggio Bitto Dop con funghi su pane tostato, pizzoccheri come piatto principale, quindi una insalatina con noci, mele e miele, e per finire uno sformato di Bisciola con crema. Il menù Dolomiti prevede un antipasto di speck IGP con verdure in conserva e pane di segale, un piatto principale di goulash di manzo e a cui segue una insalata di carpaccio di manzo con cavolo e ribes rosso; una Bavarese di mele della Val di Non Dop chiude in bellezza. Nella classe è previsto per tutti i passeggeri il caffè espresso a richiesta. Il pasto viene servito su un vassoio di plastica in un’unica portata, ma è comunque un considerevole e gustoso passo avanti rispetto al cibo di classe economica, anzi, dirò di più: non c’è proprio paragone.

In Magnifica il servizio raggiunge il top proposto da Alitalia. Ai drink preliminari usuali segue una tavola imbandita con tessuti Frette e vasellame Richard Ginori, mentre i passeggeri scorrono la carta dei vini e il menù, entrambi presentati in eleganti pieghevoli bilingue. I vini, scelti con cura dall’Associazione Italian Sommellier, che ha pure provveduto a formare l’incaricato tra il personale di bordo, è il catalogo di una piccola cantina: i bianchi previsti nel trimestre novembre – gennaio 2014 sono un Vermentino d’Umbria, un Falanghina del Sannio, un Grechetto dei Colli Martani e un Sauvignon Blanc del Friuli, tutti del 2012. I due rossi sono del 2009: Primitivo di Manduria e un Cabernet Sauvignon barricato. Ci sono pure un Sagrantino Semèle del 2007, giudicato nel 2011 migliore vino passito d’Italia e un Prosecco Brut Millesimato. Il bar continua con 3 birre Theresianer, grappa, amaro, whisky, limoncello e amaretto, nonchè analcolici vari. Insomma, non ci si fa mancare proprio nulla.

La scelta dei vini è compiuta in abbinamento alle migliori ricette di cucina regionale interpretate dai cuochi di Alma, Scuola Internazionale di Cucina Italiana, e che cambiano a bordo ogni 3 mesi. La cena che mi è stata offerta alla partenza da New York è un trionfo di piatti semplici e leggeri ma raffinati, prodotti freschi e saporiti, porzioni abbondanti e servite alla giusta temperatura. Eccola: gli antipasti: carpaccio di pesce con insalata di cetrioli e gelatina di limone e capperi, prosciutto con sedano e arancia, pizzetta di scarola e olive; primi piatti: pasta con baccalà e olive con percorino romano stagionato, pasta con pomodori san marzano e basilico; secondi piatti: medaglioni di manzo in salsa di vino bianco guarniti da patate Duchessa, cubetti di cotoletta di rana pescatrice gratinati con pomodoro e melanzane; contorni: patate arrosto con rosmarino, spinaci saltati al burro, melanzane al pomodoro, insalata fresca. Se fosse rimasta ancora un po’ di fame ecco arrivare il carrello dei dolci, torta di ricotta con salsa alla vaniglia, e frutta fresca già sbucciata e a fettine.

Ma non è ancora finito … c’è anche la colazione, servita un’ora prima dell’arrivo a Roma, e se ne ha sentore dal profumo di brioche calde e di caffè che si spande nell’aria. Che lusso guardare le cime innevate delle Alpi sorseggiando un tè col miele.

Dei menù di entrambe le classi ho apprezzato la scelta di non stupire con effetti speciali e colori ultravivaci, come spesso accade nelle classi elite di molte compagnie, ma di puntare sulla cucina regionale italiana e la combinazione vini / ricette / qualità e freschezza dei prodotti. Un piatto di pasta con il pomodoro e il basilico freschi quando è buono è di più, buonissimo. Sarà che Simplicity is the new chic?

Come omaggio finale Alitalia vuole che vi ricordiate anche a casa vostra di quella deliziosa pasta al baccalà che avete gustato a bordo, e pubblica la ricetta sul menù, che vi riporto adattata per 5 persone.

 Ingredienti:

  • 400 g di pasta, meglio se calamarata
  • 250 g di merluzzo tagliato a dadini di 3 cm
  • 15 olive verdi snocciolate e tagliate
  • 15 g di capperi
  • 1 cipolla tagliata fine
  • 100 ml di brodo di pesce
  • 100 ml di olio extra vergine di oliva
  • 100 ml di salsa di besciamella leggera
  • pepe, sale, prezzemolo e 60 g di pecorino stagionato

Procedimento: Ammorbidisci le cipolle e i capperi con l’olio in una padella, quando la cipolla è dorata aggiungi il merluzzo, abbassa il fuoco e continua a cuocere girando lentamente, aggiungi le olive e togli dal fuoco. Cuoci la pasta in abbondante acqua bollente e salata, scolala bene al dente e aggiungi la salsa di besciamella, tieni la pentola sul fuoco basso mentre mescoli bene la pasta e aggiungi parte del condimento di baccalà, il resto del condimento lo usi per la guarnizione che completi con pepe, prezzemolo e pecorino grattugiato.

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