Ho volato Ryanair.

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Diciamocelo fuori dai denti: con Ryanair si viaggia male, anzi da schifo. Ho sempre cercato di evitare le LCC, a meno che le offerte e il rapporto convenienza / prezzo (aeroporto di destinazione, peso del bagaglio, tasse e gabelle di ogni genere, etc.) non sia strepitoso. Il Pisa PSA – Haugesund HAU – Pisa PSA di cui vi racconterò non è stata una libera scelta, ma un viaggio di lavoro.

Iniziamo dal check-in. Ressa, veramente tanta gente, ma la coda si muove veloce, rapida. Al bancone c’è sì e no uno scambio di sguardi con l’incaricato: passaporto, biglietto, valigia bum sul nastro e ciao. Uno contento di fare il suo lavoro.

Passo alla biglietteria per comprare un Priority Boarding, che non si può comprare al check-in, quindi due code da farsi. I prezzi: Priority: 13 euro a Pisa e 10 a Haugesund (!); Reserved Seating: 15 euro in Norvegia, non ricordo a Pisa. Mettete di essere all’imbarco del volo di ritorno e volete pagare con le ultime corone norvegesi prima di tornare in Italia, prego, fate pure, ma il cambio è a discrezione di Ryanair, come ci dice la gentile hostess di terra nel funzionale e nuovo aeroporto di Haugesund (qui). Decidono loro quanto valgono i vostri soldi.

Salgo a bordo, passo le 6 file riservate e protette da una fascia gialla, riesco a sedermi a un finestrino, mi piace guardare fuori. Altri passeggeri saliti con il Priority Boarding occupano le file aspettando i familiari: paga uno siedono diversi, i furbetti ci sono sempre. Come già saprete i sedili non si reclinano, il pitch tra i sedili è di soli 30″, non c’è la tasca per le riviste per cui le cartacce le buttate sul pavimento della cabina se siete maleducati, i sedili sono di similpelle senza copertura dell’appoggiatesta e quindi auguratevi che il passeggero prima di voi avesse i capelli puliti.

Il tempo a terra dell’aeromobile è ridottissimo, Michael O’Leary sa come ottimizzare l’uso del mezzo. A Pisa ci siamo imbarcati mentre scendevano i passeggeri dall’apparecchio a lato, altro velivolo Ryanair, sono seduto da poco e già c’è gente che sale la scaletta. Con questi tempi rapidi vi potete immaginare l’approssimazione della pulizia a bordo.

D’altronde il comfort del passeggero non pare essere una delle priorità della compagnia, i bagni sono veramente dei cessi, e il tempo passato a bordo è scandito dagli annunci a volume troppo alto auto celebrativi del comandante e di suggerimenti per gli acquisti delle hostess. Ci sono persino le sigarette che si possono fumare in aereo e i biglietti della lotteria. Si paga ogni cosa, scordatevi di chiedere un “bicchiere d’acqua per favore”. La qualità del cibo è pessima, non solo non c’è nulla di fresco, ma panini, sandwich, caffè, dolciumi, patatine ogni prodotto è caro come la china ma dal sapore unico: la plastica, a volte pure amara. Tra l’altro, c’è quello che c’è, non fate troppo i sofisticati scegliendo nella lista della spesa; non mi sento di sprecare il termine menù. I norvegesi spendono e spandono facilitati dal cambio favorevolissimo corona/euro. Ci sono tante famiglie a bordo, e tanti bambini che saltano, gridano, corrono. Nessuno li controlla, né i genitori né le hostess che sono solo occupate a vendere il più possibile. E i bambini hanno fame di cibo nei sacchetti, e i genitori spendono. Si paga in contanti o con carta di credito. Allora, sul magazine di bordo, un elenco raccogliticcio di offerte, e nella lista adesiva che avete davanti agli occhi incollata allo schienale del sedile di fronte, c’è scritto che per ogni acquisto viene rilasciata una ricevuta. Verissimo, ma non viene specificato se relativa all’acquisto del prodotto in questione … ho preso un pessimo caffè per la modica cifra di 3€, in contanti, e mi è stata consegnata una ricevuta emessa sul volo precedente, si desume dall’ora. Sarà che il personale di bordo di Ryanair fa la cresta sulle vendite?

La famiglia di fronte, genitori e 3 figli, ha speso 70€ di bibite patatine e pizze scaldate al microonde. Il bambino a lato, circa 8 anni, è tranquillo con Mowgli sull’iPad che papà gli ha messo a fronte. Sgranocchia patatine norvegesi dalla forma di fusilli che estrae da un sacchetto gigantesco, il babbo mangia arachidi e beve birra. Quando finiscono i fusilli, e la fame non è ancora calmata, papà estrae dallo zaino un tubo di Pringles che finisce prima di arrivare a terra. Il sedile e il pavimento, per via delle briciole e noccioline e di due lattine di birra schiacciate, è diventato un vero porcile. Papà già sorseggia dalla terza lattina; al termine del volo si sarà scolato 1 litro di birra. Probabilmente la regge meglio di me, ha la pancia di uno abituato a sollevare il gomito, e sono dell’opinione che ciascuno sia libero di fare quello che meglio crede, ma a casa propria, non in pubblico, parliamo qui della sicurezza in caso di passeggeri alticci. Non dovrebbe essere compito di hostess e steward di controllare la quantità di alcol ingerita dai passeggeri? Illuso, l’importante è vendere.

Il sedile è scomodo, il volo di quasi 3 ore sembra non finire mai. Per fortuna finalmente appoggiamo le ruote a terra, e parte la fanfara che ci annuncia come, a sentir loro, siamo arrivati con 20 minuti di anticipo, dicono siano stati 15 all’andata. Dunque, airmilescalculator.com stima in 2 ore e 36 minuti il tempo di percorrenza PSA – HAU di 1107 miglia, 1778 km. Ryanair stima l’andata in 2 ore 55 minuti, e il ritorno in 2 ore 45 … si fa presto a dire che si arriva sempre in orario!

L’impressione dopo due voli con la compagnia irlandese è che il passeggero, come gli Enti a terra (aeroporti, turismo, soggiorno, etc.), vengano considerati né più né meno che vacche da mungere, compresa la stalla. Ryanair è sicuramente un storia di successo nel business, ma per qualità a bordo e attenzione al passeggero merita sì e no una stella.

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