British Airways evolve verso una low-cost.

della gloria di British Airways sta rimanendo solo il ricordo del passato

della gloria di British Airways sta rimanendo solo il ricordo del passato

L’impatto delle aerolinee di basso costo sul mercato dell’aviazione mondiale, ed europeo nello specifico, è sempre più marcato con il passare degli anni.

Se all’inizio il grande pubblico ne ha beneficiato con l’offerta di prezzi estremamente contenuti, per poi rendersi conto di come questi siano in molti casi solo un’esca per i compratori, chi ne ha patito maggiormente le conseguenze sono le grandi compagnie, incluse le maestranze, che più di altre hanno tardato nell’intuire e mettere in pratica un cambio che al momento sembra irreversibile.

Grazie al basso costo del petrolio e alla disponibilità degli enti locali di farsi carico oneroso di una parte dei finanziamenti, le low-cost volano con il vento in poppa verso traguardi sempre più ambiziosi.

Nel terreno di casa tutte le grandi compagnie hanno creato aerolinee minori che mantenendo ridotti i prezzi dei biglietti cercano di contrastare l’egemonia dei due grandi attori LCC: Ryanair e easyJet.

Anche se i prezzi non sono mai così bassi come vengono sbandierati, ogni servizio aggiuntivo si paga e a caro prezzo, ciò che sicuramente viene quasi gratis è il basso livello di comfort al quale ormai sembra essersi assuefatto il cliente tipo low-cost.

Da qualche anno è presente sul mercato un nuovo attore, Norwegian Air International, che vista la saturazione del mercato europeo dei voli a corta e media distanza ha pensato bene di puntare su quelli di lunga distanza grazie anche ad una flotta di Boeing 787 Dreamliner che consentono bassi consumi e lunghe tratte senza scali intermedi. Norwegian punta a collegare l’Europa con le due coste degli USA [l’autorizzazione da parte delle autorità USA è ancora in divenire], e a tariffe low-cost. Per farlo ha pensato di inziare da quello che è il più ricco mercato europeo per i voli transatlantici: quello britannico.

La risposta di British Airways non si è fatta attendere, in questo almeno dobbiamo darle atto, ma la strategia industriale è volta al ribasso. BA ha deciso di combattere la concorrenza delle low-cost sul loro stesso terreno, riducendo il costo per sedili sotto la soglia, già bassa, di quella di Norwegian. Per farlo ridurrà comfort e servizio a bordo, a scapito di tutti i passeggeri, in tutte le classi.

“Increasing capital efficiency” & “densification”: sempre meno comfort

Ma entriamo nei particolari dell’evoluzione di British Airways, di quella che è stata presentata agli investitori della compagnia come “Increasing capital efficiency” e “densification”, cioè “Aumento dell’efficienza del capitale” e “densificazione”:

– dal 2018 gli apparecchi Boeing 777-200 in partenza da Gatwick, Londra LGW, voleranno con 52 passeggeri in più in classe economica, da 280 a 332 passeggeri, per fare ciò si passerà da 9 a 10 sedili fianco a fianco, quindi sedili più stretti e meno spazio per le braccia e i gomiti

– se il numero delle toilette rimane lo stesso, cioè 11, ma con circa un quinto dei passeggeri in più, ciò significa un bagno per ogni 30 persone

– una volta ricondizionata la flotta di Gatwick, sarà la volta di quella in partenza da Heathrow, Londra LHR

– anche gli Airbus in partenza da LHR verranno “densificati”: gli A320 da 168 a 180 sedili; gli A321 da 205 a 218 sedili

– pure la business class a bordo dei B777 è la peggiore dell’industria aeronautica con ben 8 sedili lie flat affiancati

– la cabina di first class a bordo dei nuovi 787-9 sarà di dimensioni ridotte, per impacchettare più passeggeri in classe economica.

– da non dimenticare: sulla corta distanza, sia per i voli in partenza da LHR che LGW, dal 11 gennaio 2017 si pagheranno snacks e drinks; dall’estate 2017 sarà la volta anche dei voli in partenza da Stansted, Londra STN e London City, Londra LCY.

BA si giustifica elencando altre compagnie che hanno la stessa disposizione fianco a fianco di 10 sedili su alcune tratte, Emirates, Air New Zealand, Air France, ma il mal comune, mai come in questo caso, non è mezzo gaudio per il passeggero.

Ricordando di come il motto di British Airways sia “To Fly, To Serve”, blah blah, possiamo senza dubbio affermare che questo sia un caso nel quale la troppa liberalizzazione del mercato stia inesorabilmente portando ad una diminuzione della qualità dell’offerta all’utente.

3 comments for “British Airways evolve verso una low-cost.

  1. November 14, 2016 at 12:30 pm

    analisi lucida e ben documentata

  2. December 1, 2016 at 9:52 pm

    Quindi servizio di bordo a pagamento, aerei configurati ad alta densità…perchè mai dovrei scegliere di volare con British Airways anzichè con un low-cost a questo punto?

    • michelemolinari
      December 21, 2016 at 3:10 pm

      domanda capziosa ma ineccepibile 🙂

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