Alitalia lounge Michelangelo, al Terminal One, New York JFK.

michelangelo lounge

Riservata a vari, ma non a molti, la lounge Michelangelo di Alitalia al Terminal One, a lato del gate 3, è un’oasi di quasi pace, nel hustle-bustle del grande aeroporto. Situata nella parte del terminal che da alle piste, ha grandi finestre sull’andirivieni degli aerei e là in fondo, in lontananza, si vede pure il profilo dell’Empire State Building. La lounge è bene illuminata e luminosa, anche grazie a un pavimento a piastrelle bianche (non ci siamo!) disseminato di comodi divani di pelle color panna. Dato che lo spazio è limitato, per alloggiare tutti i passeggeri che in concomitanza con i voli la affollano, i divani sono posizionati schienale contro schienale, affidando così la tranquillità dei singoli all’educazione del prossimo. Ma si sa, agli italiani piace discorrere a voce alta … così come alto è il volume dei due grandi televisori sincronizzati su Rai International, passi per le notizie, ma i varietà proprio no grazie. Sono ben forniti i rack di quotidiani nazionali e riviste dei principali Paesi appartenenti a SkyTeam; ma La Stampa non c’è.

Il wifi, inizialmente rapido e senza interruzioni, diventa sempre più lento a mano a mano che la lounge si affolla, sino a sfiorare la velocità alla quale la hostess al banco di ingresso accoglie le richieste dei presenti: risposte a monosillabi, mani ancorate al proprio cellulare, espressione scocciata.

Ci sono anche due salette per riunioni, nella più piccola, dove circondato da poltroncine di pelle nere campeggia un tavolo di marmo istoriato a memento dei passati fasti di Alitalia, c’è odore di fumo di sigaretta, nonostante in tutto l’aeroporto sia assolutamente vietato fumare.

I bagni sono scadenti, puliti è vero, ma senza estro e, nel bagno degli uomini, una delle tre porte non solo non si chiude ma è pure scardinata. C’è possibilità di fare la doccia, così m’ha detto la hostess al banco …

Una incaricata delle pulizie passa in continuazione a rimuovere piattini e resti di cibo, ma non c’è nessun servizio e, come si diceva, l’accoglienza e l’assistenza sono di scarso livello.

La zona ristoro è quasi nascosta dietro a delle tramezze. La sezione drink è soddisfacente: buona la varietà di bibite italiane e americane, mentre c’è solo una birra di marca Budweiser. Sul banco e nei secchielli con il ghiaccio sono disposte varie bottiglie di liquori e di prosecco, pinot grigio e chardonnay. Le cialde per il caffè sono di marca Lavazza, e ci sono pure bustine di tè e camomilla. Peggio, molto peggio, è la sezione cibo: l’offerta non solo è di bassa qualità, ma pure presentata in confezioni di plastica, fredde a temperatura di frigo, e non c’è nulla per riscaldarle. Panino al pollo tandoori, panino alle melanzane, insalata taboulé, formaggini … sembra la mensa di una scuola media nel Queens, dove appunto il JFK si trova, piuttosto che una lounge Alitalia. Gli unici dolci sono biscotti al cioccolato della varietà Milano Pepperidge Farm, chocolate chip cookies Linden’s e Oreos. Nelle stesse confezioni che si comprano al drugstore, come dicevo, la mensa.

Accedono alla lounge i passeggeri di business class Alitalia, i possessori di tessere Freccia Alata Plus, Freccia Alata, SkyTeam Elite Plus, SkyTeam Elite, Carta Alitalia Platinum AmEx, Carta Lounge, oltre ai viaggiatori business e prima classe di Turkish Airline.

Conclusioni: la lounge Michelangelo è sicuramente meglio delle seggioline del gate e del cibo, carissimo e di pessima qualità, venduto in aeroporto, ma se questa, nelle intenzioni della nuovissima Alitalia, sarà una delle porte del turismo verso il nostro Paese, beh allora ci sono ampi margini di miglioramento.

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2 comments for “Alitalia lounge Michelangelo, al Terminal One, New York JFK.

  1. July 24, 2014 at 9:38 am

    Bella la Michelangelo. 🙂

    • michelemolinari
      July 24, 2014 at 9:43 am

      hahaha sono uno di quei posti che uno impara a sopportare … 😉

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