La pulizia di un aeroplano: l’esterno.

pneumatici e freni vengono coperti per evitare contatto con i solventi chimici - ©Lufthansa Technik AG

pneumatici e freni vengono coperti per evitare contatto con i solventi chimici – ©Lufthansa Technik AG

Un aereo sporco non è solo brutto a vedersi, ma è pure più pesante, meno aerodinamico e quindi più costoso da operare e ha maggiore impatto sull’ambiente. Sino a qualche anno fa un Airbus A380 o un Boeing 747 venivano generalmente lavati 4 – 6 volte all’anno, con schiuma e oltre 13.000 litri di acqua. Oggi, grazie ai nuovi detergenti e a pratiche di lavaggio a secco, l’operazione si può ridurre a 2 volte all’anno.

Pulire un aeroplano non è un’operazione molto differente dal lavare un’auto, o un camion, se non fosse per le proporzioni e la forma. Ma non si può farlo passare per un tunnel di lavaggio perchè ci sono le ali e la coda e non si possono nemmeno usare spazzole automatiche per il pericolo di graffiare le parti in Plexiglass e quelle rivestite da strati di materiale plastico. Quindi, in pratica, si torna al vecchio sistema della pulizia a mano.

Le squadre di pulitori sono composte da 3-5 uomini armati di aste e spugne che si muovono lungo la superficie dell’apparecchio con ponti mobili. Viene posta molta precauzione nel compiere movimenti che non danneggino le parti sensibili dell’aereo, nell’usare spugne morbide e detergenti per materiali plastici quando si arriva ai finestrini.

Le pratiche non differiscono a secondo delle dimensioni degli apparecchi, ma variano il numero di ore impiegate: dalle 3 alle 8 ore dipendendo dal numero di pulitori in una squadra e dal livello di sporcizia di un aeroplano.

solventi non abrasivi, spugne, bastoni a lunghezza variabile e olio di gomito: si lava il timone di coda di un Swiss International Air Lines Airbus A320

solventi non abrasivi, spugne, bastoni a lunghezza variabile e olio di gomito: si lava il timone di coda di un Swiss International Air Lines Airbus A320

Le grandi compagnie hanno hangar di lavaggio in vari aeroporti nel mondo o si affidano a società specializzate. In ogni caso, sia che il lavaggio sia a secco o ad acqua, la prima cosa da fare quando un apparecchio entra nell’hangar è coprire i sensori e le apparecchiature speciali, termometro, sensore di velocità, antenna radio, etc. che si potrebbero rovinare, e gli pneumatici e i freni, sensibili ai solventi chimici.

Nel caso di lavaggio a secco viene applicato uno strato leggero di prodotto che si combina con la sporcizia mentre lo si stende, per i finestrini si usano altri dipi di solventi. I prodotti, che lasciano pure uno strato protettivo, vengono poi rimossi con stracci e spugne che si possono lavare e riutilizzare.

Presso gli hangar Lufthansa un lavaggio a secco è più complesso che un lavaggio con acqua, e richiede una squadra di 20 pulitori all’opera per circa 24 ore, mentre un lavaggio con acqua si completa in  8 ore. Ma, nonostante il primo tipo di lavaggio richieda più ore complessive, circa 450 ore in totale, a differenza del lavaggio ad acqua permette di compiere operazioni di manutenzione, anche elettrica ed elettronica, in contemporanea sull’apparecchio. La sola parte che comunque si preferisce lavare ad acqua è il carrello d’atterraggio, che è sempre molto sporco.

Leggete qui La pulizia di un aeroplano: l’interno. Le compagnie più pulite.

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