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airberlin dichiara bancarotta.

 

Berlino TXL è uno degli hub di airberlin

La strategia espansiva di Etihad, fatta di acquisizioni di partecipazioni in diverse compagnie aeree, perde un altro pezzo. Dopo Alitalia, entrata in amministrazione controllata in data 2 maggio, è ora la volta di airberlin.

Nel giorno di Ferragosto, che in Germania non è festivo, la seconda compagnia tedesca per numero di passeggeri trasportati, appena sotto i 29 milioni nel 2016, ha chiesto, e con molta meno fanfara che nel caso della compagnia tricolore, una procedura di insolvenza dopo che il suo azionista di maggioranza, Etihad appunto con il 29,2% di partecipazione, ha deciso di non essere più intenzionato a sostenerla finanziariamente visto il trend negativo e le continue perdite. AB ha perso quasi 2,14 milioni di euro al giorno nel 2016, 1,22 al giorno nel 2015, 1,03 al giorno nel 2014 (source Wikipedia).

Il Governo tedesco, alla luce dell’emergenza e della particolare situazione di molti connazionali nel periodo delle vacanze, si è dichiarato disposto a concedere un prestito pubblico di 150 milioni di euro per garantire i voli nelle prossime settimane; si considera che saranno sufficienti per fare volare la compagnia ancora per 90 giorni.

La soluzione del prestito ponte è simile a quella utilizzata per il caso di Alitalia, per AZ si è trattato di 600 milioni di euro, in entrambi i casi necessari per garantire i creditori della solvenza e continuare così a fare volare gli aerei mentre le parti sane delle rispettive compagnie, o quelle appetibili dal mercato, sono alla ricerca di possibili acquirenti.

Per quanto simili i due casi hanno una differenza fondamentale alla base: va infatti ricordato come per airberlin Etihad abbia deciso di “staccare la spina”, mentre per Alitalia i finanziatori emiratini abbiano ricevuto una bocciatura da parte di un referendum condotto tra i dipendenti all’accordo sindacale / piano industriale che avrebbe potuto rilanciare il vettore (leggi qui).

Quella che è ancora in corso non è stata una buona estate per le compagnie del Golfo. Oltre al doppio colpo AZ / AB Etihad ha archiviato il 2016, e proprio a causa del rosso negli investimenti europei, con una perdita di 1,87 miliardi di dollari a fronte di un utile di 103 milioni nell’anno precedente. Emirates da parte sua ha annunciato la rescissione unilaterale dell’accordo di gestione decennale, iniziato nel 2014, con la angolana TAAG a causa delle “protratte difficoltà” a rimpatriare i proventi delle vendite dei biglietti. Qatar Airways nel frattempo si è vista cancellare l’accordo di code-share dal partner in oneworld American Airlines, nonostante l’offerta di acquisire un 10% di partecipazioni nella compagnia a stelle e strisce.

Con Norwegian dall’Irlanda a New York per 65 dollari. Ma non è vero.

le nuove destinazioni di Norwegian Air Shuttle verso gli Usa: lontani dalle rotte trafficate, e pratiche

le nuove destinazioni di Norwegian Air Shuttle verso gli Usa: Newburgh, Hartford, Providence

Dopo che il DOT, Department of Transportation, il Ministero dei Trasporti degli Stati Uniti, ha concesso la licenza alla sussidiaria irlandese di Norwegian Air Shuttle per effettuare voli internazionali  verso il territorio degli Usa, è esplosa la polemica.

Le grandi compagnie aeree nordamericane già si sentono sotto assedio da parte di ME3, le 3 sorelle del Golfo (Emirates, Qatar Airways, Etihad Airways) e ora ci si mette pure una low-cost norvegese che ha in ardire di connettere il Vecchio Continente con il Nuovo e lancia tariffe, udite udite, di 65 dollari a tratta tasse incluse.

Considerando che con 65 dollari vi comprate a malapena un biglietto di treno da Boston a Washington, sembra troppo bello per essere vero. Ed infatti non affollatevi sul sito Norwegian perché quelle tariffe non ci sono più … se mai ci sono state per più di un paio di passeggeri, dato che la stessa pubblicità recita From $65, Da $65 … in su. Insomma, sembra un’altra delle boutade tipica delle LCC, le compagnie a basso costo, le quali oltre che trasportare scomodi i passeggeri sono brave a farli volare tra aeroporti sconosciuti e per prezzi che non sono mai quelli pubblicati. Ecco infatti che i nuovi 38 voli settimanali collegano Belfast con Newburgh, oppure Cork con Providence. Cioè posti costosi da raggiungere dal resto d’Europa con città lontane da ogni attrazione. Senza considerare, poi, che nella politica delle low-cost, e nella migliore delle ipotesi, non sono compresi pasti, bevande e ci sono pure restrizioni al bagaglio.

accidenti, sono già tutti venduti

accidenti, sono già tutti venduti

Ma ipotizziamo che già vi troviate a Dublino per le vacanze estive e vi venga una irresistibile voglia di prendervi un caffè Starbucks in Times Square per sciacquare una Guinness via l’altra, cosa fate? Ma vi mettete sul sito di Norwegian e prenotate un volo (ad esempio andata 8 – ritorno 14 luglio in tariffa LowFare+ che consente un bagaglio a mano di 10kg e uno in stiva di 20kg, posto riservato e pasto con bevande) che, accidenti, costa 225 dollari all’andata e 258 dollari al ritorno = totale 483 dollari (ricerca effettuata il 6 marzo 2017). Atterrate poi alle 18:45 a Newburgh-Stewart Airport che dista 70 miglia da Times Square, 112 km, e una dozzina di km dalla stazione dei treni di Beacon, linea diretta con Grand Central, al di là del fiume Hudson. Tempo stimato di arrivo a Times Square: non prima di mezzanotte.

Seconda opzione: volate Air Lingus, che da quanto mi raccontano non è poi così meglio di una low-cost, ma che atterra alle 13:20 a JFK, collegato tramite Air Train + rete metropolitana a Times Square. Costo 680 dollari (tariffa include bagaglio a mano di 10kg e in stiva di 23kg, posto riservato e pasto con bevande). Pure United e American Airlines hanno voli diretti ma leggermente più costosi.

Differenza prezzo: 200 dollari, due bigliettoni: vince Norwegian.

Sbattimento per raggiungere la meta: senza dubbio vince Air Lingus. Con quest’ultima potete anche accumulare punti Avios, il programma di British Airways.

Livello di avventura: volate su un aeroporto pressoché sconosciuto e arrivate in città passando sotto l’alta cupola della Gran Central Station, vince Norwegian. Inoltre, sempre che abbiate voglia di trascorrere la prima notte a Beacon, probabilmente molto più economica in quanto ad alloggi che New York, il giorno appresso potete visitare DIA:Beacon e la splendida collezione di arte contemporanea ospitata nella struttura della ex fabbrica di biscotti Nabisco.

In conclusione, c’è sempre modo di trovare un lato positivo, dipende da come si guardano le cose. Quello che, nonostante tutto, non mi sembra giustificato, è l’indignazione delle compagnie legacy: Norwegian, per ora, non è concorrenza.

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Notizie dell’ultima ora, e a quanto pare due buone notizie. Dal mese di luglio, per tutti i passeggeri in partenza sia da Dublino che da Shannon verso Newburg-Stewart SWF e Providence PVD, Norwegian ha organizzato per voi un servizio di pre-clearance alla partenza, tutte le pratiche di frontiera e doganali, così che i passeggeri in arrivo negli USA saranno trattati come provenienti da voli domestic. Inoltre, per $20 un servizio di shuttle bus sincronizzato con i voli Norwegian e operato da Coach USA vi porterà dall’aeroporto di SWF a “central New York City”.

Le carte di credito per accumulare miglia: MilleMiglia e Miles&More.

Ancora poco diffuse, e limitate a solo due programmi di frequent flyer, anche in Italia sono presenti carte di credito che permettono di accumulare miglia, nello specifico per MilleMiglia di Alitalia e Miles&More di Lufthansa.

In confronto ai vantaggi che portano le carte di alcuni Paesi stranieri, ad esempio quelle degli USA e della Gran Bretagna, le carte nostrane sono veramente delle sorelle minori ma, a mio avviso, la mancanza di concorrenza non è dovuta tanto agli istituti bancari quanto al poco uso che si fa in Italia della carta di credito.

Il programma MilleMiglia di Alitalia conta su due prodotti: la carta MasterCard emessa da Intesa San Paolo e quelle emesse da American Express, tra queste ultime analizzeremo la Carta Alitalia Oro.

Miles&More, programma per i frequent flyers di Lufthansa, ma pure Swiss e Air Dolomiti, si avvale dei servizi MasterCard e della banca UniCredit.

Per tutte le carte è necessario essere precedentemente iscritti ai programmi di frequent flyer.

AZ carta intesa

Carta Intesa SanPaolo Alitalia

Intesa SanPaolo sta ritirando tutte le carte di credito emesse nell’ambito della collaborazione con Alitalia. Il recesso dal contratto relativo alla carta avrà effetto dal 30 settembre 2017. Dal 1 luglio 2017 per i titolari del programma MilleMiglia cesserà l’accumulo automatico di miglia.

 

 

AZ amez oro

Carta Alitalia Oro American Express

Si tratta di un prodotto costoso (quota gratuita per il primo anno e di 190€ per gli anni successivi; le carte aggregate sono gratuite se richieste contestualmente alla carta titolare) ma che offre senza dubbio grandi vantaggi in termini di miglia e accesso ai Club Alitalia. Tra le 3 carte cobranded Alitalia commercializzate da American Express, è quella più equilibrata tra costi/benefici. (qui per la Carta Alitalia Verde American Express)

  • Bonus di benvenuto di 10.000 miglia. 1,25 miglia per ogni euro speso, 3 miglia per ogni euro speso in autonoleggi Avis e 3 miglia qualificanti per ogni euro speso in biglietti Alitalia.
  • Accesso immediato al Club Ulisse, che tra gli altri vantaggi permette un bagaglio extra gratuito sino a 23 kg. Per gli anni successivi al primo lo status di Club Ulisse si rinnova con solo 10.000 miglia qualificanti invece che 20.000.
  • Bonus di miglia sufficienti per un biglietto premio per un accompagnatore se in un anno si spendono almeno 15.000€.
  • Check-in ai banchi di business class anche per voli in economy class.

Tutti i vantaggi della carta sono qui.

Carta Unicredit Flexia Gold Miles&More

La carta è disponibile solo per i clienti UniCredit. Quota annuale 100€; costo emissione della carta 10€.

  • Welcome bonus di 2.000 miglia all’attivazione della carta. 1 miglio per ogni 2 euro di spese usando la carta. 1 accesso gratuito alla Lufthansa Business Lounge ogni 12 mesi.

Viste le caratteristiche qui sopra possiamo affermare come non sia una carta che invoglia alla sottoscrizione, ma il vantaggio per i titolari è che la scadenza delle miglia viene sospesa se la si possiede da almeno 3 mesi e si effettua almeno un acquisto al mese; senza questa carta le miglia Miles&More vanno riscattate entro 36 mesi dalla data del credito altrimenti scadono.

Altri caratteristiche della carta sono qui sul sito ufficiale.

 

Accordo di code-share tra Alitalia e Aerolineas Argentinas.

Airbus A330-200 di Aerolineas Argentinas

Sono dovuti passare 5 anni, dall’ingresso di Aerolineas Argentinas in SkyTeam, perché la compagnia argentina e Alitalia giungessero ad un accordo di codeshare, entrato in operatività del 23 maggio, sulla tratta Roma FCO – Buenos Aires EZE.

L’accordo migliora la connettività dei clienti delle due compagnie sul mercato Europeo e Sudamericano. Alitalia può così commercializzare e mettere il proprio codice sui voli di AR per EZE e in connessione per ben 42 destinazioni servite dalla compagnia in Sudamerica, quali ad esempio Iguazú IGR, Bariloche BRC, Ushuaia USH, Montevideo MVD, Lima LIM; allo stesso modo nei sistemi di Aerolineas entra l’operativo di AZ per Roma e a seguire per 16 destinazioni in Italia e altre 16 in Europa e Asia come Zurigo ZRH, Berlino TXL, Atene ATH e Abu Dhabi AUH.

Dal mese di luglio AR incrementerà la frequenza dei voli a uno al giorno, attualmente ne vola 5 alla settimana, mentre AZ già opera un collegamento quotidiano con apparecchio Boeing B777-200ER. Dal mese di settembre la nuova ammiraglia della flotta, un Boeing 777-300ER, verrà impiegato 3 volte alla settimana permettendo un incremento di capacità sulla rotta del 13%.

L’accordo di codeshare si estende anche all’accumulo e all’utilizzo delle miglia sia sul programma MilleMiglia che su Aerolineas Plus.

Alitalia tiene alta la fama della cucina italiana.

Lontane dalle problematiche amministrative e gestionali dell’azienda, che dall’inizio del mese di maggio è in amministrazione controllata, le cucine di Alitalia continuano a deliziare i passeggeri delle classi premium.

A definire la qualità del cibo a bordo di Alitalia non sono solo i premi ricevuti per 7 anni di seguito dai lettori della rivista nordamericana Global Traveler, che dal 2010 la incoronano Best Airline Cuisine e, per quanto possa valere il mio giudizio, non sono nemmeno le mie papille gustative, ma è un dato di fatto che a bordo dell’Airbus A330 che mi sta portando verso Boston si mangia bene, molto bene.

I cocktail sono mixati attentamente, i vini serviti alla giusta temperatura, il pane è caldo e croccante, così come caldi sono i cibi ben disposti su piatti di porcellana Richard Ginori. Tovaglie e tovaglioli sono di candido cotone Frette. La pasta dei primi è cotta al dente, le pietanze sono saporite ma con la giusta sapidità, nessun eccesso nelle spezie o negli aromi per correggere la freschezza dei prodotti che mantiene il sapore ed è la chiave vincente della cucina tricolore.

I menù, diversi a secondo di diverse rotte ed aree geografiche di destinazione, variano ogni tre mesi e si ispirano alla cucina regionale italiana. Nel mese di maggio, i passeggeri della classe business in viaggio verso Boston, sono stati deliziati dalla cucina del Piemonte, mentre la carta dei vini si estendeva pure alla Liguria. Anche la cantina, i piatti sono sempre accompagnati da ottime bevande, è di qualità: bianchi, rossi, passiti, spumanti, birre artigianali, il tutto scelto e curato dalla Fondazione Italiana Sommelier.

Al termine di un pasto italiano, in qualsiasi momento del volo o per colazione, non può mancare un caffè: cialde Lavazza, quattro aromi a scelta incluso il deca.

Negli ultimi voli compiuti abbiamo avuto modo di gustare orecchiette alle cime di rapa e filetto di orata in salsa di limone della cucina pugliese, trofie alla spezzina e millefoglie di mare alla sanremese, agnolotti del Plin al ragù di carne bianca e lombetto d’agnello in crosta di nocciole della cucina piemontese.

Gi assistenti di volo, cortesi e discreti, sono sempre disponibili per consigliare un abbinamento vino pietanze, per cambiare l’orario della cena se si vuole riposare o per servire uno spuntino dolce o salato a base di formaggi, affettati o frutta.

Con la pancia piena ed un sorriso sulle labbra mi sento di considerare che se tutta la gestione di Alitalia avesse la qualità della sua cucina, la compagnia italo-emiratina non starebbe navigando in cieli tanto turbolenti.

Oslo: consigli di visita per viaggiatori.

l’Opera House, rivestita di marmo di Carrara, si bagna nelle acque limpide del fiordo

Quando esce il sole Oslo è di una bellezza commovente, e quando invece il cielo assume i colori più tipici del Nordeuropa, ma d’estate queste giornate sono rare, ecco che i tanti musei, monumenti pubblici e locali di ritrovo e musica rivelano una città più vivace di quello che può sembrare a prima vista. Oslo è la città più popolosa di Norvegia, circa 650.000 abitanti dei quali oltre il 25% è costituito da stranieri. Si sviluppa ad arco sulle rive settentrionali dell’Oslofjord; nei limiti cittadini si trovano 40 isole, 343 laghi e numerosi boschi si spingono sino ai quartieri periferici.

Come organizzare la visita: VisitOslo è la guida ufficiale della città e la app per il cellulare tiene aggiornati su attività e attrazioni, fornisce pure il pass per i mezzi di trasporto e i musei. La valuta locale è la corona norvegese, ma non è necessario acquistarne: ovunque sono accettate le carte di credito anche per spese di importo minimo.

Come muoversi: a piedi, il centro città è situato nei pressi del porto e i principali luoghi di interesse sono a portata di passeggiata. I locali sono grandi appassionati delle biciclette, quelle sharing sono di colore blu e distribuite in più di 100 punti di raccolta Oslobysykkel. I mezzi pubblici, autobus Buss, tram e metropolitana T-bane sono interconnessi, efficienti e puntualissimi; sugli autobus ci sono pure le prese USB per ricaricare i cellulari.

Vigeland Park, oltre 200 statue dell’artista Gustav Vigeland, ma pure prati e grandi alberi

Come rimanere collegati: dal 15 giugno 2017 è in vigore Roam like at home in tutta la UE; nei musei e in molti bar è disponibile wi-fi libero e gratuito.

Quali musei: il top in città è Astrup Fearnley Museum, sia per la struttura disegnata da Renzo Piano che per la collezione permanente di arte contemporanea e le mostre temporanee di risonanza internazionale; dal giardino di sculture si domina il porto e la città, mentre spesso nella cafeteria c’è musica jazz dal vivo. L’ultimo giorno di apertura del Museum of Contemporary Art sarà il 3 settembre 2017, poi le collezioni saranno trasferite alla National Gallery; attualmente è ospitato in quella che un tempo era la banca nazionale di Norvegia; a fianco si trova il National Museum of Architecture. Il Premio Nobel per la Pace viene assegnato ad Oslo, e il Nobel Peace Center, al porto subito alle spalle dei moli dei battelli turistici, ospita mostre fotografiche e installazioni. SAS Museum, memorabilia, mappe, uniformi, storia dell’aviazione in Scandinavia e una torre con vista sulle piste; si trova sul lato opposto delle piste dell’aeroporto Oslo Gardermoen rispetto al terminal principale (bus 815/855 dalla piattaforma 48).

il Palazzo Reale, nei mesi estivi è aperto alle visite

Cosa vedere: Vigeland Park oltre che uno splendido parco pubblico vi si trovano 200 sculture dell’artista Gustav Vigeland tutte incentrate sui rapporti familiari e il trascorrere della vita. Karl Johans gate è l’arteria principale per il passeggio: dalla collina del Palazzo Reale, aperto al pubblico nei mesi estivi, taglia tutto il centro città sino alla Stazione Centrale. Percorrendola sono da visitare la Rådhuset, il Municipio, e la cattedrale. Una volta arrivati in stazione si è a due passi dalla nuovissima Opera House, il cui tetto, sul quale si può salire, è rivestito di marmo bianco di Carrara.

Cosa non mancare: un giro in barca sul fiordo, meglio se in una giornata di sole, a bordo di un battello d’epoca con Båtservice.

Dove ascoltare musica: le sere d’estate sono lunghissime: sulla terrazza di Blå, sala concerti per musica indie rock e jazz, che si affaccia sul fiume Akerselva servono tipiche birre norvegesi. A Cafe Mono si tengono eventi musicali e dibattiti letterari.

le strade di Oslo riservano sorprese eccellenti: il murale sulla parete del Y-Blokken (arch. Erling Viksjø), Akersgata 44 a fianco della Public Library, è di Picasso

Come viaggiare dall’aeroporto alla città, e viceversa: l’aeroporto è collegato alla Stazione Centrale da un servizio di treni, ma a secondo di dove si alloggia a volte è più pratico servirsi di FlyBussen, servizio di autobus con diverse diramazioni e numerose fermate.

Come volarci: Oslo Gardermoen OSL non è solo un aeroporto moderno e bello da vedere, ma pure ben connesso e hub di Norwegian Air Shuttle che per l’Italia ha voli diretti su Roma FCO, Milano MXP, Pisa PSA e Catania CTA; SAS vola no-stop su Roma FCO, Milano MXP, Venezia VCE, Pisa PSA e stagionalmente su Palermo PMO. Lufthansa vola da numerose città italiane sia via Francoforte FRA che Monaco MUC; Alitalia non ha voli diretti ma vola con compagnie associate via Parigi CDG e Amsterdam AMS.

vista sul porto e il fiordo dalla passeggiata lungo le mura della Fortezza Akershus

tutte le foto © Michele Molinari

Alitalia va verso il commissariamento. E poi?

scatole di cartone e scotch da pacchi per il referendum Alitalia

scatole di cartone e scotch da pacchi per il referendum Alitalia

Il risultato scaturito dalle urne di cartone (!) del referendum tenuto nei giorni scorsi tra i dipendenti di Alitalia ha avuto un esito annunciato: No. No al piano, l’ennesimo, un altro!, messo in piedi dai dirigenti / banche / azionisti / etc. etc. No ad una iniezione di denaro che senza un ri-vo-lu-zio-na-rio e a-u-da-ce piano industriale prima o poi sarebbe finito, anche questo un’altra volta.

I sindacati avevano approvato, ma poi hanno voluto sentire la voce degli iscritti … e perché? Se il sindacalista non rappresenta, che bisogno c’è di averlo? Forse perché, facendo un po’ di dietrologia, tutti se ne sono voluti bellamente lavare le mani e nessuno c’ha voluto mettere la faccia: Alitalia, così com’è, non funziona. È pesante, troppi dipendenti; è gestita male, tanti travet senza immaginazione; vola dove non serve, leggi dove non guadagna. Va chiusa. Non è un asset per il Paese, al contrario è un’àncora.

E allora, gira l’elica gira, l’unico modo per salvare il salvabile sembra proprio quello di commissariare, sforbiciare, vendere. Da quando l’azionista di maggioranza, Etihad, si è messo a fare affari con Lufthansa (leggi qui e qui), hanno iniziato a circolare voci pure riguardo ad AZ. Potrebbe veramente Roma FCO diventare l’hub più a sud di quel colosso dei cieli che è Lufthansa Group, ed Alitalia snellirsi come Swiss? Questa è l’ipotesi ventilata dall’analisi de La Stampa di oggi che, tra le tante pagine sui quotidiani odierni è quella più essenziale ed incisiva. La trovate qui.

Ma cosa significa commissariare? Qui l’articolo su Il Sole 24 Ore.

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Chi segue abitualmente fammi volare forse avrà notato che in testa a questo post mancano i bottoni di Google Translator, è una scelta intenzionale. Oggi come non mai i panni sporchi si sciacquano in Arno, non c’è bisogno di sbandierare la nostra, reiterata, incapacità di fare impresa.