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I Puffi volano con Brussels Airlines.

l’italiana Marta Mascellani con il disegno vincitore del concorso

La “belgitudine” di Brussels Airlines non si ferma ai cioccolatini e alle birre servite a bordo, ai menù ideati dai migliori chef nazionali o alle uniformi disegnate dagli stilisti del Paese Nordeuropeo. Da cinque anni a questa parte, infatti, ogni anno viene indetto un concorso per dipingere un Airbus A320 con una nuova livrea che rappresenti il Belgio nei cieli del mondo. Questa volta il primo posto l’ha vinto il progetto grafico i Puffi dell’italiana Marta Mascellani: gli antropomorfi personaggi blu che vivono nei boschi, creati dalla fantasia e dalla matita del belga Pierre Culliford, in arte Peyo, inizieranno a volare in Europa e oltre dal maggio 2018.

Marta ha una grande passione per il disegno, e inoltre “ho sempre amato i Puffi, che compieranno 60 anno giusto nel 2018. Tra l’altro mio fratello è un pilota per Brussels Airline, così che mi sento particolarmente connessa con la compagnia”.

Brussels Airlines è una compagnia di Lufthansa Group e membro di Star Alliance. Dall’hub di Bruxelles vola 51 apparecchi verso 120 destinazioni: 90 in Europa, 25 in Africa, 3 in Nordamerica, più Tel Aviv e Mumbai.

la livrea dedicata a Tintin

 

la livrea dedicata alla nazionale di calcio belga soprannominata i Red Devils

la livrea ispirata da Tomorrowland

la livrea dedicata al pittore Magritte

Lufthansa cresce a Düsseldorf e Berlino.

Airbus A320 Lufthansa e airberlin a Düsseldorf DUS © Federico Gambarini / dpa

Le operazioni di razionalizzazione di airberlin, in bancarotta dal 15 agosto 2017, proseguono a ritmi serrati, mentre i colloqui tra i creditori e i probabili acquirenti hanno ridotto questi ultimi a solo due soggetti: Lufthansa Group e easyJet.

Il 26 settembre AB ha interrotto il wet-lease di due Airbus A320-200 operati da Alitalia su 5 destinazioni in partenza da Berlino TXL, tra le quali anche Milano LIN e Roma FCO. L’intera flotta di A330-200 verrà restituita ai locatori entro il 15 ottobre, e 6 di questi apparecchi hanno già trovato un nuovo affittuario con Malaysia Airlines sino al 2023 per sostituire alcuni Boeing 737. Il 25 settembre è stato interrotto il Düsseldorf DUS – Los Angeles LAX, mentre dalla stessa origine verranno interrotti i voli su San Francisco SFO il 14 ottobre e New York JFK, Miami MIA, Fort Myers RSW il 15 ottobre.

Nel vuoto lasciato da airberlin si infila Lufthansa che ha in programma di espandere il network long-haul da Berlino e Düsseldorf dal 8 di novembre. Berlino TXL – New York JFK verrà servito 5 giorni alla settimana con un apparecchio Airbus A330-300, Düsseldorf e Miami saranno in connessione 3 giorni alla settimana. La prima rotta mancava dal network di LH dal 2001, mentre entrambe le rotte passeranno a Eurowings nell’estate del 2018. Eurowings conta di aggiungere altri sette A330-200 entro gli inizi di novembre per coprire le destinazioni dei Caraibi da DUS.

A questo proposito Thorsten Dirks, CEO di EW, ha confermato come l’impegno della compagnia verso l’aeroporto del Basso Reno – Westfalia sia vincolato al “miglioramento dei parametri economici e di sostenibilità dell’infrastruttura”.  EW gioca un ruolo di primo piano su DUS, dove è pure feeder di compagnie partner Star Alliance quali Singapore Airlines, Air China, ANA.

Vancouver: consigli di visita per viaggiatori.

panorama di Vancouver al crepuscolo (cropped) – ©Matthew Field, http://www.photography.mattfield.com

Vancouver, nell’estremo sud ovest del Canada, è la quarta città più densamente popolata di tutto il Nordamerica, e Greater Vancouver, la città e l’area metropolitana circostante, sono la zona urbana più etnicamente e linguisticamente eterogenea del Paese. Separata dall’Oceano Pacifico dalla grande Vancouver Island, si affaccia sul Salish Sea ed è circondata da cime che rimangono innevate anche in piena estate e sono alla vista pure dal centro città. Gode di un clima temperato e di inverni relativamente miti, per gli standard canadesi, ed è costantemente tra le prime città al mondo per l’elevata qualità di vita ma anche per gli alti costi del mercato immobiliario.

Come organizzare la visita: Tourism Vancouver è il portale che tiene informati su tutte le attività culturali e sociali che si svolgono in città. La valuta è il dollaro canadese, ma le carte di credito e i metodi di pagamento elettronici sono così diffusi che si possono tenere in tasca giusto pochi spiccioli.

Come muoversi: Downtown Vancouver si può visitare a piedi, ma molti dei luoghi interessanti si trovano fuori dal centro. Vancouver Taxi offre un buon servizio e hanno pure una app per il cellulare; i mezzi di trasporto pubblico, veloci ed efficienti, sono gestiti da TransLink: per viaggiare è necessaria una Compass Card che si può comprare qui, oppure si paga a bordo con monete, circa 2,5 dollari canadesi. A Vancouver non ci sono servizi quali Uber o simili.

la facciata neoclassica della Vancouver Art Gallery in Robson Square

Come rimanere collegati: roammobility offre contratti prepagati per viaggiatori, le SIM vengono spedite a casa o in albergo. Per chi avesse un tourist plan con T-Mobile per un viaggio negli USA con una aggiunta di 5US$ mensili si può estendere il servizio anche al Canada. Praticamente tutti le caffetterie, bar e ristoranti, e la maggior parte dei musei, offrono wi-fi gratuito ai loro clienti.

Quali musei: assolutamente da non mancare è la Vancouver Art Gallery: opere del Gruppo dei Sette, pittori di panorami canadesi; fotografie della Vancouver School of Photoconceptualism, come Jeff Wall e Ian Wallace; numerose opere di Emily Carr, pittrice modernista e post-impressionista canadese. Altri musei si trovano concentrati nel campus della UBC University of British Columbia, e sono: MOA Museum of Anthropology, con una splendida e ricca collezione per qualità e quantità di manufatti di Nativi nordamericani e di popolazioni del Pacifico; Beaty Biodiversity Museum, museo di scienze naturali; The Morris and Helen Belkin Art Gallery, galleria di arte contemporanea; UBC Botanical Garden, il più vecchio e uno dei più vasti giardini botanici universitari in Canada; nei pressi si trova il Nitobe Memorial Garden, un tradizionale giardino giapponese.

English Bay beach sul lato occidentale di Stanley Park

Cosa vedere: la vista delle montagne innevate in lontananza e delle acque del Salish Sea accompagna costantemente nella visita a ricordare che, nonostante la densità di grattacieli di Downtown, la Natura è sovrana in questa parte del pianeta. Stanley Park è un enorme parco urbano interamente circondato dalle acque della baia e situato proprio in fondo a Downtown Vancouver; ci sono pure alcune spiagge, English Bay beach è la più frequentata e organizzata.

Cosa non mancare: la visita al campus e ai musei di UBC non si può dire conclusa senza una discesa alle spiagge libere che circondano la penisola attraverso splendidi boschi di altissime conifere e latifoglie. Numerosi sono i sentieri bene indicati e in ottimo stato, anche i 400 e più gradini che dall’altopiano portano all’altezza del mare.

manufatti dei Nativi Nordamericani al MOA Museum of Anthropology

Come viaggiare dall’aeroporto alla città, e viceversa: Canada Line è la monorotaia che unisce Vancouver YVR, sia international che domestic terminals con Downtown Vancouver in circa 30 minuti.

Come volarci: l’aeroporto di Vancouver YVR, spesso considerato uno tra i 10 migliori in Nordamerica, è un hub di Air Canada che da qui vola verso Londra LHR, stagionalmente Francoforte FRA, e da giugno 2018 anche verso Parigi CDG e Zurigo ZRH. Air France vola da Parigi CDG, AirTransat verso Londra LGW, Amsterdam AMS, Manchester MAN e Parigi CDG; British Airways da Londra LHR; Condor stagionalmente da Francoforte FRA; Icelandair da Reykjavik KEF; KLM da Amsterdam AMS; Lufthansa da Francoforte FRA e stagionalmente anche da Monaco MUC. Alitalia non ha voli diretti su Vancouver YVR ma vola in connessione su Toronto YYZ e poi con i servizi di Air Canada.

dal campus di UBC i sentieri scendono verso le spiagge libere, questo conta 414 gradini nella foresta

images © Michele Molinari – [all rights reserved, ask for license]

KLM è la prima compagnia ad atterrare su WhatsApp.

se la prenotazione del volo è stata effettuata sul sito KLM.com, si possono ricevere i messaggi e la carta d’imbarco direttamente su WhatsApp

WhatsApp è il sistema di messaggistica più diffuso e KLM la prima, e finora unica compagnia aerea, ad avere un account business certificato. Per il passeggero ciò significa che dopo avere completato la prenotazione sul sito KLM.com può scegliere di ricevere i dati di conferma, la notificazione di check-in, il boarding pass e qualsiasi update dei voli su WhatsApp.

Ma non solo, anche il Customer Care della compagnia è disponibile allo stesso contatto e 24/7 per le seguenti lingue: Olandese, Inglese, Tedesco, Spagnolo, Portoghese, Francese, Giapponese, Coreano e Cinese semplificato. Per l’Italiano ci si deve limitare agli orari di ufficio (!).

Per la sicurezza del viaggiatore tutti i messaggi sono criptati end-to-end, ciò significa che solo ed esclusivamente i due estremi del dialogo, KLM e il passeggero, possono leggerli.

Ho sempre considerato che le app delle compagnie aeree abbiano facilitato tutto il processo che precede il decollo di un volo, ma ciascuna ha una struttura e una grafica diversa, spesso le notifiche non funzionano o arrivano in ritardo, e comunque l’utente non è così abituato ad usarle come la chat per eccellenza, WhatsApp, che io tengo sempre aperta. Congratulazioni a KLM per una innovazione che semplifica la vita al viaggiatore.

la carta d’imbarco arriva come un attachment al messaggio

C’è ancora margine di crescita per le compagnie mediorientali?

la crescita che sembrava senza limiti è giunta a quota di navigazione

Quello che si sta avviando alla conclusione sarà ricordato come l’anno nel quale la marea crescente delle compagnie aeree mediorientali, Emirates, Qatar Airways ed Etihad Airways, è arrivata alla massima espansione. Da questo momento le acque iniziano a chetarsi e, chissà, a ritirarsi.

Le 3 compagnie, anche indicate come 3 Middle East, 3ME, hanno pesantemente marcato il business model dell’aviazione mondiale nell’ultimo decennio, imponendosi sul mercato grazie ad una grande facilità di connessione, aggressiva politica dei prezzi e, pure, alta qualità del servizio a bordo.

La posizione geografica di ponte tra Oriente e Occidente è senza dubbio la carta di maggiore valore per quelli che sono stati soprannominati superconnettori: due terzi della popolazione mondiale vive a meno di 8 ore di volo dai loro hub: Dubai DXB, Doha DOH e Abu Dhabi AUH. A questo si è aggiunto il momento storico dell’evoluzione tecnologica degli apparecchi che ha permesso di connettere, via un semplice scalo negli hub mediorientali, grandi città ma anche molte di quelle considerate secondarie dai vettori tradizionali.

Indeboliti sui mercati domestici dalle aerolinee low-cost, i vettori legacy hanno perso consistenti percentuali long-haul a scapito dei nuovi attori. Ma quelli che all’inizio sono stati fattori di crescita ora si sono trasformati in pesanti zavorre al decollo.

Il basso costo del carburante continua a sostenere le compagnie legacy nella ripresa, mentre la volatilità socio-politica del Medioriente e il rischio terrorismo in Occidente hanno portato ad un mix di limitazioni e contromisure che si è riflesso in una perdita considerevole di passeggeri.

Più in particolare:

Emirates ha registrato una caduta verticale del 82% dei profitti per il 2016-17, la prima da cinque anni a questa parte, e una crescita media dei posti ridotta al 2% in confronto al 11% del quadriennio 2012-16.

Etihad Airways ha perso 1,9 miliardi di dollari nel 2016, inclusi gli 808 milioni di dollari associati con gli Equity Partners; la crescita media annuale di posti in partenza da Abu Dhabi nel 2017 è del 3% in confronto al 14,6% registrato nel quadriennio 2012-16.

Qatar Airways, che sopporta pure un embargo commerciale e politico da parte dei Paesi vicini, ha cancellato 18 destinazioni tra Bahrein, Egitto, Arabia Saudita e Emirati Arabi, riducendo di 1/5 la sua capacità di posti; 1% è la diminuzione media annua di posti per il 2017 in partenza da Doha in confronto alla crescita del 16,2% nel quadriennio 2012-16.

Secondo la IATA, l’associazione globale per il commercio delle compagnie aeree, le previsioni per il 2017 per le compagnie dell’area non sono rosee, a dire poco: i profitti sono destinati a più che dimezzarsi, da 1,1 miliardi di dollari a 400 milioni, e il profitto per passeggero cadrà in picchiata a 1,78 dollari in confronto ad una media mondiale di 7,69 dollari.

In una simile situazione di turbolenza si trova anche un altro superconnettore, Turkish Airlines (leggi qui).

Le contromisure per affrontare una simile crisi sono diverse e portate avanti su più fronti. Sono previsti un aumento di costi per i servizi ancillari: Emirates già ha introdotto una tassa per l’assegnazione dei posti a bordo e un biglietto di ingresso per le lounge, mentre Etihad non offre più gratuitamente il servizio auto con autista per la business e first class. Tutte le compagnie stanno considerando di mettere a pagamento servizi prima gratuiti in economy class. Etihad sta dismettendo gli investimenti in alcuni degli Equity Partners, mentre ci sono voci che vedrebbero una fusione Emirates-Etihad per ottimizzare ingressi e ridurre le spese.

La situazione complessiva è mutata, non solo i passeggeri di Europa e Nordamerica sono più sensibili al momento della scelta della compagnia con cui volare, ma vi sono pure nuovi attori sul mercato quali le compagnie low-cost long-haul come Norwegian sul nord Atlantico e Scoot in Asia, con base a Singapore, che erodono il bacino di utenza delle ME3.

Le 3 compagnie mediorientali +1, Turkish, si sono conquistate una grossa fetta di mercato mondiale nell’ultimo decennio e sono una presenza importante con cui qualsiasi altra compania avrà a che fare negli anni a venire, ma la crescita che sembrava senza limiti è giunta allo zenit, a quota di navigazione, da ora in avanti i termini si ridiscutono.

Un volo no-stop tra l’Europa e l’Australia. Ma anche no.

Qantas Boeing Dreamliner 787-9

Qantas Boeing Dreamliner 787-9

A 6 mesi di distanza dal decollo inaugurale, programmato per il 24 marzo 2018, Qantas ha messo in vendita i biglietti per il primo volo che collegherà, senza scali intermedi, l’Australia con l’Europa.

La Kangaroo Route vede così un’innovazione fondamentale da quando, 7 decadi or sono, erano necessari 4 giorni di volo e 7 scali per unire le città di Sydney e Londra.

Quattro anni fa la compagnia australiana, interrompendo la partnership decennale con British Airways, iniziò quella con Emirates per portare i propri passeggeri in Europa via Dubai; ora ha deciso di fare da sola con il nuovo volo Melbourne – Perth – Londra che verrà indicato con lo stesso codice QF9/10.

la prima Kangaroo Route prevedeva 4 giorni di volo e 7 tappe

la prima Kangaroo Route prevedeva 4 giorni di volo e 7 tappe

Primo nella storia tra i due continenti, il collegamento diretto sarà compiuto in circa 17 ore di volo e con un apparecchio Boeing Dreamliner 787-9 allestito specificatamente per voli di questa lunghezza. Diviso in 3 classi, business (42 posti, configurazione 1-2-1), premium economy (28, 2-3-2) ed economy (166, 3-3-3), avrà capacità per 236 passeggeri. In ogni classe i sedili e gli spazi sono stati ridisegnati; ecco le principali innovazioni e caratteristiche.

Business class: possibilià di mantenere i sedili reclinati anche in fase di decollo e atterraggio; ogni passeggero ha accesso indipendente al corridoio; il sedile reclina in un letto orizzontale di 2 metri di lunghezza.

Qantas Boeing Dreamliner B7897-900, i sedili reclinano in letti orizzontali di 2 metri di lunghezza

Qantas Boeing Dreamliner 787-9 business class, i sedili reclinano in letti orizzontali di 2 metri di lunghezza

Economy class: il pitch è stato aumentato di 1 inch rispetto a quello degli aeromobili che attualmente volano verso l’Europa, gli Airbus A380, quindi portato a 32 inches. Altre novità in economy sono: schermi HD di 12 inches; porte USB per i device personali; luci posizionate in modo da infastidire meno i passeggeri vicini; “foot net” una retina che fa le funzioni di poggiapiedi, ma più comoda. I sedili della nuova, e si dice “rivoluzionaria”, economy premium non sono ancora stati svelati.

Qantas Boeing Dreamliner 787-900, nuovi sedili Recaro

Qantas Boeing Dreamliner 787-9 economy class, nuovi sedili Recaro

Rispetto alle compagnie concorrenti il Dreamliner di Qantas avrà una disposizione tra le più comode (236 passeggeri su 3 classi). Air New Zealand vola lo stesso apparecchio con disposizione per 302 passeggeri; Air Canada sulla rotta Brisbane – Vancouver ha sedili per 298 passeggeri; United per 252 passeggeri sulle rotte tra Sydney e Melbourne – Los Angeles e San Francisco; solo le compagnie giapponesi ANA (215 posti) e JAL (195 posti) le sono davanti in termini di spazio.

dal 2018 Qantas volerà da Perth a Londra in 17 ore

dal 2018 Qantas volerà da Perth a Londra in 17 ore; con una lunghezza di 14.498 km, 9.009 miglia, la tratta sarà la terza più lunga in esercizio

Per quanto Qantas si possa ingegnare nel rendere più confortevole il viaggio, e gli ammiratori del Dreamliner si sciupino in lodi sperticate per le supposte qualità di lungo raggio dell’apparecchio, il mio corpo, e pure lo spirito, patiscono alla sola idea di passare 17 ore di seguito dentro ad un tubo che vibra. Considerando, inoltre, che dal momento nel quale si sale a bordo al momento in cui si poggia piede a terra passano almeno, complessivamente, altri 60-90 minuti prima che chiudano / aprano le porte, di rullaggio, di attesa etc., sempre che i venti contrari o altri fattori come turbolenze da evitare, nebbia o traffico negli aeroporti non allunghino ulteriormente i tempi, qualcuno mi deve spiegare cosa c’è di male a compiere una tappa intermedia da qualche parte nel Medio Oriente o in Asia.  Un bell’aeroporto grande e pulito come ce ne sono tanti sulla Kangaroo Route, pieno di gente di tutte le razze e vestiti in modo diverso, un luogo dove sgranchirsi le gambe e magari sorseggiare una birra fredda, come un viaggio nel viaggio; e poi, pure e finalmente, allontanarsi per sempre da quel fastidioso e sconosciuto vicino di posto. Sto parlando per il viaggiatore, e nello specifico per quello di economy e anche economy premium, non per la compagnia, Qantas, che si può fare bella con un primato e con meno tasse aeroportuali da pagare ad un paese straniero. Anche perché, quanti passeggeri si limiteranno alla tratta Londra – Perth? La maggior parte sarà in connessione su entrambe le città, per un totale di 3 aerei e 2 scali (2 aerei e 2 scali per chi arrivi/parta a/da Melbourne). E allora meglio, molto meglio, continuare a volare con chi ci offre un viaggio di 2 aerei e un solo scalo intermedio tra una delle tante città europee e quelle australiane.

Il volo quotidiano Sydney SYD – Londra LHR, compiuto con un A380 e che attualmente compie uno stop over a Dubai DXB, dal marzo 2018 verrà compiuto con tappa intermedia a Singapore SIN.

Le mappe sono stata disegnate usando Great Circle Mapper – copyright © Karl L. Swartz.

Alitalia va verso il commissariamento. E poi?

scatole di cartone e scotch da pacchi per il referendum Alitalia

scatole di cartone e scotch da pacchi per il referendum Alitalia

Il risultato scaturito dalle urne di cartone (!) del referendum tenuto nei giorni scorsi tra i dipendenti di Alitalia ha avuto un esito annunciato: No. No al piano, l’ennesimo, un altro!, messo in piedi dai dirigenti / banche / azionisti / etc. etc. No ad una iniezione di denaro che senza un ri-vo-lu-zio-na-rio e a-u-da-ce piano industriale prima o poi sarebbe finito, anche questo un’altra volta.

I sindacati avevano approvato, ma poi hanno voluto sentire la voce degli iscritti … e perché? Se il sindacalista non rappresenta, che bisogno c’è di averlo? Forse perché, facendo un po’ di dietrologia, tutti se ne sono voluti bellamente lavare le mani e nessuno c’ha voluto mettere la faccia: Alitalia, così com’è, non funziona. È pesante, troppi dipendenti; è gestita male, tanti travet senza immaginazione; vola dove non serve, leggi dove non guadagna. Va chiusa. Non è un asset per il Paese, al contrario è un’àncora.

E allora, gira l’elica gira, l’unico modo per salvare il salvabile sembra proprio quello di commissariare, sforbiciare, vendere. Da quando l’azionista di maggioranza, Etihad, si è messo a fare affari con Lufthansa (leggi qui e qui), hanno iniziato a circolare voci pure riguardo ad AZ. Potrebbe veramente Roma FCO diventare l’hub più a sud di quel colosso dei cieli che è Lufthansa Group, ed Alitalia snellirsi come Swiss? Questa è l’ipotesi ventilata dall’analisi de La Stampa di oggi che, tra le tante pagine sui quotidiani odierni è quella più essenziale ed incisiva. La trovate qui.

Ma cosa significa commissariare? Qui l’articolo su Il Sole 24 Ore.

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Chi segue abitualmente fammi volare forse avrà notato che in testa a questo post mancano i bottoni di Google Translator, è una scelta intenzionale. Oggi come non mai i panni sporchi si sciacquano in Arno, non c’è bisogno di sbandierare la nostra, reiterata, incapacità di fare impresa.