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Alitalia targata Etihad, un altro piano industriale.

az-furgoncino

Oggi 9 gennaio dovrebbe venire presentato il secondo piano industriale della nuova Alitalia targata Etihad e domani, se come presumo ancora una volta nessuno si assumerà la responsabilità di dire le cose come stanno, i titoloni dei giornali si limiteranno a strillare contro i tagli al personale e i tagli delle rotte, riporteranno alla memoria i Capitani Coraggiosi di berlusconiano impeto e magari, scavando ancora un po’ di più nel passato, di come Prodi cercò di venderla ad Air France per 1,7 miliardi di euro, ripeto miliardi di euro, ma poi cadde il governo e quello che venne si mise di traverso. Insomma, come al solito si guarderà più al passato e al presente che al futuro, perchè nel Bel Paese siamo assoluti generali nella tattica di corto termine, ma mezze calzette sulla strategia; difficilmente riusciamo a sviluppare un progetto vincente che vada oltre la punta del nostro naso.

Alitalia non ha passato un buon Natale e nella calza della Befana, che è riuscita a vedere solo perchè le banche si sono messe un’altra volta le mani sul cuore, ha trovato solo carbone.

Non è facile gestire una compagnia di aviazione civile di questi tempi quando la battaglia sul fronte europeo è ormai persa, e con immense perdite, a vantaggio del modello low-cost. Prima di AZ, sotto i colpi di Ryanair e easyJet, si sono già evolute IAG (British Airways e Iberia), Air France – KLM e il Gruppo Lufthansa che hanno creato compagnie satelliti a bordo delle quali volare non è più un piacere ma una semplice necessità. Point-to-point, passeggeri da impaccare su aerei single aisle e a pitch ridotto, balzelli per chi dimentica di stamparsi il biglietto, vuole imbarcare un kg in più o si concede un panino stantio, sono il nuovo mantra dei cieli e il risultato di una rivoluzione al ribasso che era stata salutata come una innovazione messianica.

Anche nel caso di Alitalia tutto fa prevedere che il Piano Industriale Due, ma si può scriverne uno diverso seppure con gli stessi uomini a poco più di due anni dal Numero Uno?, porterà in questa direzione. Degli esuberi ancora nessuno sa con esattezza la cifra precisa, le voci più contenute parlano di 1500 tagli, mentre i salari sono stati congelati, e si lanciano nell’aria come monetine le rotte che molto probabilmente verranno ridotte o chiuse. Si ridurranno Tel Aviv e Mosca, taglieranno Valencia e Bucarest e, udite udite, Malpensa. Il volo trigiornaliero Milano MXP – Roma FCO, utopia di feederaggio dal nord della Lombardia e oriente piemontese, e che perde 6 milioni di euro all’anno, verrà cancellato. Di AZ da MXP resteranno solo i voli diretti verso New York JFK, Tokyo NRT e Abu Dhabi AUH. Da fine marzo, poi, anche easyJet getterà la spugna battuta dall’Alta Velocità su rotaia tra Milano e Roma.

Si dice che verranno aggiunte nuove destinazioni intercontinentali da Roma FCO, ma con quali aerei?, che verranno acquistati o noleggiati con quali soldi? E considerando che le rotte più redditizie sono quelle sul Nordamerica, saranno i partner transatlantici, Delta in primis, disposti a rinegoziare la esigua fetta di pertinenza di AZ?

Cosa resta dell’Alitalia sexy e a 5 stelle, quelle vere, di cui si era riempito la bocca Montezemolo? Al momento solo nuove uniformi, maccheroncini deliziosi e fumanti in business class ma oltre un milione di euro di perdite al giorno.

Fatta la tara ai pro e ai contro, è dei continui aiuti di cui bisogna veramente indignarsi, non che vengano tagliate le rotte non redditizie, alleluia alleluia, ma che Alitalia non cessi mai di pescare nelle tasche degli italiani per rimanere a galla. Di chi credete che siano i soldi che ci mettono le banche, forse non avete un conto corrente?! Se quei soldi vanno ad una azienda che non ne produce e licenzia ce ne saranno di meno per chi vuole innovare e magari pure assumere.

Suvvia, caliamo il sipario definitivamente e auguriamoci che dai cieli sgombri di Alitalia possa finalmente nascere una compagnia privata, italiana, ben gestita e produttiva. Ma per mollare il telone ci vuole coraggio, ci vogliono palle d’acciaio impermeabili all’impopolarità e ai clientelismi. Chi si fa avanti?

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Queste sono le ventilate nuove rotte, almeno alcune delle nuove, sempre che si arrivi alla primavera.

Da Roma verso Kiev, Spalato e Dubrovnik; da Catania a San Pietroburgo; da Bologna, Venezia e Verona verso Ibiza; per l’estate da Olbia a Bologna, Genova e Trieste; da Catania a Torino; da Napoli a Cagliari. Dall’inizio del secondo quarto dell’anno, poi, sfruttando gli accordi di Open Skies tra la Comunità Europea e Israele, Alitalia prevede di collegare giornalmente Atene e Tel Aviv; rotta dove già operano El Al, Aegean Airlines e Israir.

Buenos Aires: consigli di visita per viaggiatori. Le arti.

l'Obelisco al centro dell'Avenida 9 de Julio

l’Obelisco dove l’avenida 9 de Julio incrocia la calle Corrientes

La capitale argentina è un grande centro culturale mondiale e sicuramente il più importante del Sud America per la letteratura, eventi, musei e collezioni private. Ma Buenos Aires è pure una città monumentale da percorrere con il naso all’insù.

Come muoversi: Buenos Aires è una città da percorrere a piedi. Volendo c’è pure la metropolitanaSubte, ma evitate le ore di punta perché la quasi totalità di stazioni e treni sono sottodimensionati, e i bus di superficie, chiamati bondi o colectivo. Per la prima e i secondi è necessaria la Sube, una tessera ricaricabile presso tabaccai e chioschi. La Sube è nominale e si ottiene con un documento di identità argentino, quindi fatevela prestare da qualcuno. I taxi, gialli e neri, costano relativamente poco, quando liberi e in cerca di clienti hanno il segnale Libre acceso, luce rossa, e percorrono il lato destro delle avenida. Sono sicuri, ma esigente sempre che venga acceso il tassametro e state attenti che non si perdano in itinerari circolari.

Cosa vedere: l’architettura. Dalla periferia più profonda disseminata di anonimi e ansiogeni palazzoni di cemento cadente e villas miseria, le locali favelas, sino alle moderne torri di Puerto Madero e al più tipico decoro degli inizi del secolo XX lungo la Avenida de Mayo. L’asse Casa RosadaPlaza de MayoAvenida de Mayo sino alla Plaza del Congreso è come un tuffo nei libri di storia argentina. Iniziate dal Congreso (Subte Congreso linea A), e scendete sino alla Casa Rosada, ma non disdegnate anche detour nelle strade laterali e, una volta arrivati a Plaza de Mayo, una passeggiata lungo la Avenida Diagonal (Saenz Peña) sino all’Obelisco e poi sull’altra diagonal Presidente Julio Roca e il quartiere storico Manzana da las Luces. Entrate poi nel quartiere di San Telmo sino alla Plaza omonima; Perù e Defensa sono le strade più caratteristiche. L’atmosfera bohemienne del quertiere si è andata perdendo negli anni da quando il turismo di massa l’ha scoperto. Bancarelle e negozi di costose carabattole, gelaterie e pizzerie abbondano, ma si trovano ancora bar, ristoranti tipici e negozi d’antiquariato. La statua di Mafalda è all’incrocio di Defensa con Chile, a due passi dall’abitazione di famiglia di Quino; mettetevi in coda per un selfie seduti sulla panchina con la bambina – filosofa, e non dimenticate di postarla su Facebook per una cascata di Like, i bar attorno hanno tutti il wi-fi, e un servizio e un caffè approssimativo. Se non vi piace la folla evitate assolutamente i fine settimana d’estate, australe, quando oltre ai turisti locali si scaricano in zona pure le orde dei croceristi.

scorcio della Avenida de Mayo vista da Plaza de Congreso: edifici Inmobiliaria e Barolo

scorcio della Avenida de Mayo vista da Plaza de Congreso: edifici Inmobiliaria e Barolo

Altro impatto visuale è quello di Puerto Madero, che negli ultimi 15 anni ha vissuto una rivoluzione urbanistica e sociale. I grattacieli che svettano nella chiara luce dell’emisfero sud ospitano i manager delle multinazionali che hanno sede in città, e che godono della vista sulla immensa urbe, da un lato, e sulla Reserva Ecologica, grande parco naturale, e il rio de la Plata, dall’altro. Lungo i bacini del porto si affacciano i tavolini di costosi bar e ristoranti frequentati da una borghesia politica dalle tasche profonde.

Quali musei: il Museo de Bellas Artes (Las Heras linea H) è la maggiore raccolta per quanto riguarda l’arte del XIX e XX secolo, nel quartiere di Recoleta a due passi dallo storico e affascinante cimitero omonimo dove è sepolta, in una tomba insignificante e sempre circondata da turisti, Evita. Per l’arte moderna e contemporanea vanno visitati il MALBA, museo di arte moderna latinoamericana, gioiello di architettura e contenitore di una ricca collezione privata che spazia da Xul Solar, a Antonio Berni e Emilio Pettoruti, che ospita pure mostre temporanee di risonanza mondiale, nel quartiere di Recoleta nei pressi dei grandi Bosques de Palermo, l’unico museo che chiude il martedì; il MAMBA (Independencia linea C), museo di arte moderna di Buenos Aires, con una folta rappresentanza di grandi artisti argentini, nel quartiere di San Telmo; la Fundacion Proa (capolinea bus 152), museo privato sempre all’avanguardia con cafeteria e terrazza all’ultimo piano, si affaccia sulle fetide acque prospicenti il cuore de la Boca e all’angolo di quel Caminito trappola per turisti. A due passi da la Proa, sempre sul lungofiume, si trova il Museo Benito Quinquela Martin (Av. Don Pedro de Mendoza 1835), ospitato nella casa studio di quel pittore che più di altri seppe ritrarre su tela la luce e i lavoratori portuali de la Boca. In zona, ma fuori dal circuito prettamente turistico, nell’isolato delimitato da Agustin Caffarena e Pedro de Mendoza, si trovano il Museo del Cinema Argentino, la Usina del Arte, centrale elettrica trasformata in galleria d’arte moderna, e il ristorante El Obrero.

Puerto Madero al crepuscolo

Puerto Madero al crepuscolo

Quali librerie: Jorge Luis Borges, Roberto Arlt, Julio Cortazar, Manuel Puig, e più recentemente Ricardo Piglia e Martin Kohan sono classici e ispiratori. Il tessuto letterario è diffuso e la rete di librerie capillare. Quelle per l’usato aprono le porte sulla avenida Corrientes (Callao linea B), mentre le grandi catene quali Cuspide e Ateneo, che spesso sono collegate ad un caffè bar, si trovano soprattutto nella Zona Norte. Da visitare, per l’atmosfera unica o per un interesse specifico: Huemul, piccola e di libri usati ma passaggio obbligato per chi cerca una edizione fuori commercio, sulla avenida Santa Fe tra Uriburu e Azcuenaga; El Ateneo (Callao linea D), per turismo e fotografia, ospitata in un grande teatro dismesso, sulla avenida Santa Fe tra la avenida Callao e Riobamba; Libreria Losada, per arte, storia, letteratura e scienze sociali, è anche casa editrice, sulla avenida Corrientes tra Uruguay e Paranà; Libreria de Avila, per libri antichi e l’architettura da inizio XX secolo, sull’angolo di Alsina e Bolivar a due passi dalla Plaza de Mayo; Guadalquivir, per filosofia e scienze sociali ma anche cinema e teatro, su avenida Callao tra avenida Santa Fe e Marcelo T. de Alvear; Libreria Norte, per edizioni di storia e antropologia, avenida Las Heras tra Azcuenaga e la avenida Pueyrredon; Libros del Pasaje, per arte, cinema, teatro e scienze sociali, con cafeteria in un luminoso patio, nel cuore del quartiere Palermo su Thames tra Costa Rica e El Salvador.

Libreria del Pasaje, nel quartiere Palermo, è bookstore e cafeteria

Libreria del Pasaje, nel quartiere Palermo, è bookstore e cafeteria

Come viaggiare dagli aeroporti alla città, e viceversa: l’aeroporto internazionale di Buenos Aires, Ezeiza EZE dista circa 30km dal centro, e almeno 1 ora quando il traffico scorre. Se non avete un servizio di auto con autista ad attendervi evitate i taxi e rivolgetevi al servizio di bus Manuel Tienda Leon, il più affidabile e veloce per la terminale di Retiro. Se il vostro hotel o alloggio si trova in Zona Norte (Retiro, Recoleta, Palermo) o nei quartieri di San Telmo e Porto Madero, comunicatelo al momento dell’acquisto del biglietto, per un extra vi organizzeranno un servizio di taxi collettivo in coincidenza dalla terminale cittadina di Retiro. L’aeroporto dei voli nazionali e per l’Uruguay è Aeroparque AEP, a venti/trenta minuti di taxi da Plaza Italia e da altre destinazioni in centro città.

la Libreria Losada, sulla Avenida Corrientes, per libri di arte, storia, letteratura e scienze sociali

Libreria Losada, sulla Avenida Corrientes, per libri di arte, storia, letteratura e scienze sociali

Come volarci. Dall’Europa sono circa 13/14 ore di volo diretto, scegliete bene la compagnia e la classe nella quale volerete; tutti i voli intercontinentali arrivano a EZE. Le compagnie che hanno voli diretti sono: Aerolineas Argentinas vola su Roma FCO; Air Europa da Madrid MAD; Air France da Parigi CDG; Alitalia da Roma FCO; British Airways da Londra LHR; Iberia da Madrid MAD; KLM da Amsterdam AMS; Lufthansa da Francoforte FRA.

tutte le foto © Michele Molinari