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Accordo di code-share tra Alitalia e Aerolineas Argentinas.

Airbus A330-200 di Aerolineas Argentinas

Sono dovuti passare 5 anni, dall’ingresso di Aerolineas Argentinas in SkyTeam, perché la compagnia argentina e Alitalia giungessero ad un accordo di codeshare, entrato in operatività del 23 maggio, sulla tratta Roma FCO – Buenos Aires EZE.

L’accordo migliora la connettività dei clienti delle due compagnie sul mercato Europeo e Sudamericano. Alitalia può così commercializzare e mettere il proprio codice sui voli di AR per EZE e in connessione per ben 42 destinazioni servite dalla compagnia in Sudamerica, quali ad esempio Iguazú IGR, Bariloche BRC, Ushuaia USH, Montevideo MVD, Lima LIM; allo stesso modo nei sistemi di Aerolineas entra l’operativo di AZ per Roma e a seguire per 16 destinazioni in Italia e altre 16 in Europa e Asia come Zurigo ZRH, Berlino TXL, Atene ATH e Abu Dhabi AUH.

Dal mese di luglio AR incrementerà la frequenza dei voli a uno al giorno, attualmente ne vola 5 alla settimana, mentre AZ già opera un collegamento quotidiano con apparecchio Boeing B777-200ER. Dal mese di settembre la nuova ammiraglia della flotta, un Boeing 777-300ER, verrà impiegato 3 volte alla settimana permettendo un incremento di capacità sulla rotta del 13%.

L’accordo di codeshare si estende anche all’accumulo e all’utilizzo delle miglia sia sul programma MilleMiglia che su Aerolineas Plus.

Oslo: consigli di visita per viaggiatori.

l’Opera House, rivestita di marmo di Carrara, si bagna nelle acque limpide del fiordo

Quando esce il sole Oslo è di una bellezza commovente, e quando invece il cielo assume i colori più tipici del Nordeuropa, ma d’estate queste giornate sono rare, ecco che i tanti musei, monumenti pubblici e locali di ritrovo e musica rivelano una città più vivace di quello che può sembrare a prima vista. Oslo è la città più popolosa di Norvegia, circa 650.000 abitanti dei quali oltre il 25% è costituito da stranieri. Si sviluppa ad arco sulle rive settentrionali dell’Oslofjord; nei limiti cittadini si trovano 40 isole, 343 laghi e numerosi boschi si spingono sino ai quartieri periferici.

Come organizzare la visita: VisitOslo è la guida ufficiale della città e la app per il cellulare tiene aggiornati su attività e attrazioni, fornisce pure il pass per i mezzi di trasporto e i musei. La valuta locale è la corona norvegese, ma non è necessario acquistarne: ovunque sono accettate le carte di credito anche per spese di importo minimo.

Come muoversi: a piedi, il centro città è situato nei pressi del porto e i principali luoghi di interesse sono a portata di passeggiata. I locali sono grandi appassionati delle biciclette, quelle sharing sono di colore blu e distribuite in più di 100 punti di raccolta Oslobysykkel. I mezzi pubblici, autobus Buss, tram e metropolitana T-bane sono interconnessi, efficienti e puntualissimi; sugli autobus ci sono pure le prese USB per ricaricare i cellulari.

Vigeland Park, oltre 200 statue dell’artista Gustav Vigeland, ma pure prati e grandi alberi

Come rimanere collegati: dal 15 giugno 2017 è in vigore Roam like at home in tutta la UE; nei musei e in molti bar è disponibile wi-fi libero e gratuito.

Quali musei: il top in città è Astrup Fearnley Museum, sia per la struttura disegnata da Renzo Piano che per la collezione permanente di arte contemporanea e le mostre temporanee di risonanza internazionale; dal giardino di sculture si domina il porto e la città, mentre spesso nella cafeteria c’è musica jazz dal vivo. L’ultimo giorno di apertura del Museum of Contemporary Art sarà il 3 settembre 2017, poi le collezioni saranno trasferite alla National Gallery; attualmente è ospitato in quella che un tempo era la banca nazionale di Norvegia; a fianco si trova il National Museum of Architecture. Il Premio Nobel per la Pace viene assegnato ad Oslo, e il Nobel Peace Center, al porto subito alle spalle dei moli dei battelli turistici, ospita mostre fotografiche e installazioni. SAS Museum, memorabilia, mappe, uniformi, storia dell’aviazione in Scandinavia e una torre con vista sulle piste; si trova sul lato opposto delle piste dell’aeroporto Oslo Gardermoen rispetto al terminal principale (bus 815/855 dalla piattaforma 48).

il Palazzo Reale, nei mesi estivi è aperto alle visite

Cosa vedere: Vigeland Park oltre che uno splendido parco pubblico vi si trovano 200 sculture dell’artista Gustav Vigeland tutte incentrate sui rapporti familiari e il trascorrere della vita. Karl Johans gate è l’arteria principale per il passeggio: dalla collina del Palazzo Reale, aperto al pubblico nei mesi estivi, taglia tutto il centro città sino alla Stazione Centrale. Percorrendola sono da visitare la Rådhuset, il Municipio, e la cattedrale. Una volta arrivati in stazione si è a due passi dalla nuovissima Opera House, il cui tetto, sul quale si può salire, è rivestito di marmo bianco di Carrara.

Cosa non mancare: un giro in barca sul fiordo, meglio se in una giornata di sole, a bordo di un battello d’epoca con Båtservice.

Dove ascoltare musica: le sere d’estate sono lunghissime: sulla terrazza di Blå, sala concerti per musica indie rock e jazz, che si affaccia sul fiume Akerselva servono tipiche birre norvegesi. A Cafe Mono si tengono eventi musicali e dibattiti letterari.

le strade di Oslo riservano sorprese eccellenti: il murale sulla parete del Y-Blokken (arch. Erling Viksjø), Akersgata 44 a fianco della Public Library, è di Picasso

Come viaggiare dall’aeroporto alla città, e viceversa: l’aeroporto è collegato alla Stazione Centrale da un servizio di treni, ma a secondo di dove si alloggia a volte è più pratico servirsi di FlyBussen, servizio di autobus con diverse diramazioni e numerose fermate.

Come volarci: Oslo Gardermoen OSL non è solo un aeroporto moderno e bello da vedere, ma pure ben connesso e hub di Norwegian Air Shuttle che per l’Italia ha voli diretti su Roma FCO, Milano MXP, Pisa PSA e Catania CTA; SAS vola no-stop su Roma FCO, Milano MXP, Venezia VCE, Pisa PSA e stagionalmente su Palermo PMO. Lufthansa vola da numerose città italiane sia via Francoforte FRA che Monaco MUC; Alitalia non ha voli diretti ma vola con compagnie associate via Parigi CDG e Amsterdam AMS.

vista sul porto e il fiordo dalla passeggiata lungo le mura della Fortezza Akershus

tutte le foto © Michele Molinari

TAP e le rotte Transatlantiche.

Relegata per anni ai margini dell’elenco delle compagnie aeree europee con le quali valesse la pena volare, TAP Transportes Aéreos Portugueses sembra essere tornata a nuova vita. Il novembre dello scorso anno l’Atlantic Gateway Consortium, capitanato da David Neeleman, il…





Alitalia va verso il commissariamento. E poi?

scatole di cartone e scotch da pacchi per il referendum Alitalia

scatole di cartone e scotch da pacchi per il referendum Alitalia

Il risultato scaturito dalle urne di cartone (!) del referendum tenuto nei giorni scorsi tra i dipendenti di Alitalia ha avuto un esito annunciato: No. No al piano, l’ennesimo, un altro!, messo in piedi dai dirigenti / banche / azionisti / etc. etc. No ad una iniezione di denaro che senza un ri-vo-lu-zio-na-rio e a-u-da-ce piano industriale prima o poi sarebbe finito, anche questo un’altra volta.

I sindacati avevano approvato, ma poi hanno voluto sentire la voce degli iscritti … e perché? Se il sindacalista non rappresenta, che bisogno c’è di averlo? Forse perché, facendo un po’ di dietrologia, tutti se ne sono voluti bellamente lavare le mani e nessuno c’ha voluto mettere la faccia: Alitalia, così com’è, non funziona. È pesante, troppi dipendenti; è gestita male, tanti travet senza immaginazione; vola dove non serve, leggi dove non guadagna. Va chiusa. Non è un asset per il Paese, al contrario è un’àncora.

E allora, gira l’elica gira, l’unico modo per salvare il salvabile sembra proprio quello di commissariare, sforbiciare, vendere. Da quando l’azionista di maggioranza, Etihad, si è messo a fare affari con Lufthansa (leggi qui e qui), hanno iniziato a circolare voci pure riguardo ad AZ. Potrebbe veramente Roma FCO diventare l’hub più a sud di quel colosso dei cieli che è Lufthansa Group, ed Alitalia snellirsi come Swiss? Questa è l’ipotesi ventilata dall’analisi de La Stampa di oggi che, tra le tante pagine sui quotidiani odierni è quella più essenziale ed incisiva. La trovate qui.

Ma cosa significa commissariare? Qui l’articolo su Il Sole 24 Ore.

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Chi segue abitualmente fammi volare forse avrà notato che in testa a questo post mancano i bottoni di Google Translator, è una scelta intenzionale. Oggi come non mai i panni sporchi si sciacquano in Arno, non c’è bisogno di sbandierare la nostra, reiterata, incapacità di fare impresa.