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Alitalia aggiunge due destinazioni in Africa: Nairobi e Johannesburg.

Alitalia Airbus A330 © Berni Müller – planes-international.com

Nonostante Alitalia abbia dichiarato bancarotta all’inizio dell’anno dopo che un referendum tra i dipendenti ha bocciato le proposte di ristrutturazione per la sopravvivenza – riduzione del personale, taglio agli stipendi e investimenti su apparecchi e rotte – la commissariata compagnia privata italo-emiratina continua in vita e ad espandersi come se nulla fosse, forte del prestito ponte del Governo Italiano e dell’appoggio dei suoi passeggeri che la volano. Ai primi 600 milioni di euro iniziali ne sono stati aggiunti altri 300, mentre il termine ultimo per la cessione della compagnia è slittato a fine aprile 2018.

Di ben altre modalità si è trattato per un’altra aerolinea partecipata di Etihad, airberlin, che ha iniziato la dismissione nell’istante stesso nel quale ha dichiarato bancarotta, nonostante, anche in quel caso, un prestito ponte del Governo Tedesco ne abbia garantito le operazioni sino all’ultimo giorno effettivo.

Se nel caso di AZ le ragioni economiche sembrano entrare in gioco solo marginalmente rispetto alle evidenti e preponderanti strategie politiche, nel caso di AB il pragmatismo è stato l’unico modus operandi. Lufthansa ed easyJet, gli attori che hanno partecipato allo smembramento di airberlin, e che pure paiono in prima fila per subentrare ad assets e servizi di AZ, hanno già iniziato ad operarne le rotte riducendo così al minimo il tempo di transizione e gli inconvenienti per i viaggiatori. Il giorno 8 di novembre, ad esempio, Lufthansa ha inaugurato il volo no-stop Berlino TXL – New York EWR che mancava da 16 anni dal suo network, e che dall’estate verrà passato a Eurowings, braccio point-to-point di LH.

la nuova business class a bordo degli Airbus A330 di Alitalia

Dal canto suo Alitalia prosegue nell’espansione sul lungo raggio che probabilmente già era stata tracciata prima del commissariamento: Nairobi e Johannesburg entrano nel network con 4 voli a settimana ciascuno, rispettivamente dal 28 marzo 2018 e dal 8 aprile 2018. Entrambe le destinazioni sono già nel sistema di prenotazioni. Si tratta di rotte che Alitalia ha servito sino agli inizi degli anni 2000 (NBO 2000 e JNB 2001) volando allora da Roma FCO e Milano MXP.
Questi sono gli operativi dei voli:

Roma FCO – Nairobi NBO

AZ846 parte da FCO alle 14:00 e arriva a NBO alle 22:10
AZ847 parte da NBO alle 00:35 e arriva a FCO alle 07:10

Roma FCO – Johannesburg JNB

AZ848 parte da FCO alle 22:10 e arriva a JNB alle 08:20 del giorno successivo
AZ849 parte da JNB alle 21:00 e arriva a FCO alle 07:25 del giorno successivo.

I collegamenti verranno effettuati con Airbus A330 suddivisi in 3 classi: economy, premium economy e business class. Quest’ultima offre un’eccellente disposizione sfalsata 1+2+1 dove, inoltre, ogni poltrona è lie-flat a 180°, e un pluripremiato servizio di cucina.

Qatar Airways acquisisce il 9,6% delle azioni di Cathay Pacific.

Qatar Airways Airbus A380

Senza fanfara ma con passo costante, Qatar Airways continua l’acquisizione di capitale sociale di diverse compagnie aeree. È ora la volta di Cathay Pacific, vettore di Hong Kong, del quale la compagnia qatariota ha acquisito il 9,61% del totale del capitale sociale emesso, in soldoni 378.188.000 azioni per la cifra di 662 milioni di dollari. Le motivazioni dell’operazione, secondo il CEO di QR Al Baker, si trovano ne “l’enorme potenziale di crescita di Cathay Pacific e il suo apprezzamento in tutto il settore”. Ma vi è pure la possibilità di penetrare nel mercato cinese e dell’Estremo Oriente, finora ai margini del network di QR. A completamento dell’operazione Qatar sarà per grandezza il terzo azionista di Cathay.

IATA, International Air Transport Association, prevede che nel 2036 i passeggeri raddoppieranno la cifra attuale per raggiungere i 7,8 miliardi, e che più della metà della crescita sarà nell’area Asia Pacifico.

Cathay Pacific Boeing 777ER in volo su Hong Kong

Cathay Airways ha chiuso il primo semestre dell’anno con la peggiore perdita negli ultimi due decenni e dell’82% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, stretta com’è tra la concorrenza di Emirates ed Etihad nel settore premium e le low cost cinesi per quanto riguarda il mercato basic. CX ha recentemente annunciato un piano triennale di riduzione del personale e dei costi e purtroppo non si aspetta un ritorno economico in tempi brevi.

Qatar Airways, dal canto suo, sta soffrendo il blocco dello spazio aereo imposto da un gruppo di Paesi arabi guidati dall’Arabia Saudita che ne ha forzato la ridistribuzione della flotta e la modifica di quasi tutte le rotte.

Qatar Airways detiene altri pacchetti azionari di compagnie aeree, tutte parte di oneworld: 20% di IAG International Airlines Group, 10% di LATAM, 49% di Meridiana.

 

 

airberlin dichiara bancarotta.

  La strategia espansiva di Etihad, fatta di acquisizioni di partecipazioni in diverse compagnie aeree, perde un altro pezzo. Dopo Alitalia, entrata in amministrazione controllata in data 2 maggio, è ora la volta di airberlin. Nel giorno di Ferragosto, che…

Alitalia, dov’è la Prima Classe?

di Francesco D’Amico Le scelte aziendali della compagnia ora in amministrazione controllata hanno puntato al ribasso e non alla clientela d’elite. I tre commissari alla direzione della compagnia già di bandiera, come evidenziato dalle continue notizie che escono sulle testate…

Alitalia va verso il commissariamento. E poi?

scatole di cartone e scotch da pacchi per il referendum Alitalia

scatole di cartone e scotch da pacchi per il referendum Alitalia

Il risultato scaturito dalle urne di cartone (!) del referendum tenuto nei giorni scorsi tra i dipendenti di Alitalia ha avuto un esito annunciato: No. No al piano, l’ennesimo, un altro!, messo in piedi dai dirigenti / banche / azionisti / etc. etc. No ad una iniezione di denaro che senza un ri-vo-lu-zio-na-rio e a-u-da-ce piano industriale prima o poi sarebbe finito, anche questo un’altra volta.

I sindacati avevano approvato, ma poi hanno voluto sentire la voce degli iscritti … e perché? Se il sindacalista non rappresenta, che bisogno c’è di averlo? Forse perché, facendo un po’ di dietrologia, tutti se ne sono voluti bellamente lavare le mani e nessuno c’ha voluto mettere la faccia: Alitalia, così com’è, non funziona. È pesante, troppi dipendenti; è gestita male, tanti travet senza immaginazione; vola dove non serve, leggi dove non guadagna. Va chiusa. Non è un asset per il Paese, al contrario è un’àncora.

E allora, gira l’elica gira, l’unico modo per salvare il salvabile sembra proprio quello di commissariare, sforbiciare, vendere. Da quando l’azionista di maggioranza, Etihad, si è messo a fare affari con Lufthansa (leggi qui e qui), hanno iniziato a circolare voci pure riguardo ad AZ. Potrebbe veramente Roma FCO diventare l’hub più a sud di quel colosso dei cieli che è Lufthansa Group, ed Alitalia snellirsi come Swiss? Questa è l’ipotesi ventilata dall’analisi de La Stampa di oggi che, tra le tante pagine sui quotidiani odierni è quella più essenziale ed incisiva. La trovate qui.

Ma cosa significa commissariare? Qui l’articolo su Il Sole 24 Ore.

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Chi segue abitualmente fammi volare forse avrà notato che in testa a questo post mancano i bottoni di Google Translator, è una scelta intenzionale. Oggi come non mai i panni sporchi si sciacquano in Arno, non c’è bisogno di sbandierare la nostra, reiterata, incapacità di fare impresa.