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La conferenza stampa di Lufthansa e Etihad.

la press conference comune

la press conference comune

Oggi, 1 febbraio, ad Abu Dhabi, i rispettivi CEO di Lufthansa Group e Etihad Aviation Group, Carsten Spohr e James Hogan, hanno illustrato a grandi linee i contenuti degli accordi di collaborazione tra i due gruppi che saranno “profondi e ampi.

In poche parole:

  • oggi hanno inizio gli accordi di code-share, inizialmente riguarderanno il Subcontinente indiano, da un lato, e l’Europa e il Sud America, dall’altro
  • Lufthansa fornirà servizio di catering a Etihad e agli Equity Partners, al di fuori di Abu Dhabi; accordo di 4 anni del valore di 100 milioni di dollari
  • collaborazione e assistenza di Lufthansa Technik a Etihad
  • Etihad sposterà le operazioni a Francoforte e Monaco nei terminal di Lufthansa

È stato anche firmato un memorandum of understanding per intensificare la collaborazione tra i rispettivi gruppi che, chissà, potrebbe portare ad una joint venture negli anni a venire.

Spohr considera pure che ci saranno maggiori consolidamenti di compagnie aeree in Europa e nel Medio Oriente e puntualizza come, nonostante le diverse origini, le ME3 ricevono a suo avviso aiuti di Stato a differenza di LH, i due gruppi possono collaborare proficuamente.

Forse si ci aspettava di più, magari qualche notizia eclatante che non fosse filtrata dei giorni scorsi, ma a mio parere si tratta di un grande accordo tra ex-nemici: la strada comune è stata tracciata.

Indiscrezione: Etihad compra un 30-40% di Lufthansa, c’è l’opzione per la fusione. Cosa sarebbe conveniente per entrambe.

Lufthansa Airbus A380 e Boeing 747 a Francoforte FRA

Lufthansa Airbus A380 e Boeing 747 a Francoforte FRA

Indiscrezione: Etihad compra un 30-40% di Lufthansa, c’è l’opzione per la fusione.

La notizia, pubblicata a metà gennaio da Il Messaggero e subito ripresa da varie agenzie e blog in giro per il mondo, è esplosa come un palloncino scoppia ad una festa di compleanno: tanto rumore ma poco danno; a parte una leggera crescita del titolo di LH alla Borsa di Francoforte. Subito l’opinione degli esperti si è divisa tra scettici e possibilisti, tra chi vedrebbe di buon occhio una maggiore cooperazione tra i due giganti dell’aviazione mondiale e i patrioti puristi che difendono le bandiere ad oltranza. Il giorno appresso è arrivata la smentita, e il valore del titolo è subito rientrato. Ma, d’altronde, quando mai si confermano i pettegolezzi.

Comunque, che Lufthansa ed Etihad conoscano i rispettivi numeri di telefono è un dato di fatto, come abbiamo già scritto qui hanno discusso e fatto affari sul tavolo di airberlin, ma il passo di cui poco sopra sarebbe tutt’altra cosa, anche se non una novità nell’industria. Ricordiamo infatti di come Qatar Airways possegga una percentuale non indifferente, il 20%, di IAG (British Airways e Iberia).

Il tavolo delle trattative si può ampliare a piacimento, gli affari sono tali quando portano reciproca convenienza. Lasciando per un attimo da parte le acquisizioni, di sicuro si può parlare di codeshare: LH trarrebbe vantaggio sulle tratte verso il Medio Oriente, il Subcontinente indiano e l’Australia, mentre ad EY si potrebbero spalancare le porte del Nordamerica e Caraibi. Lo stesso Nordamerica ambita meta di Alitalia, perchè non dimentichiamo che Eithad porta in dote una serie di compagnie satelliti che ancora sta cercando di ottimizzare e portare al nero. C’è forse la possibilità di vedere un giorno la sigla AZ su voli in partenza da Francoforte o Monaco? Probabilmente molto dipenderà dalle trattative sulla ridiscussione degli accordi sul Nordatlantico tra AZ e Delta.

Anche alcuni dei soci italiani di Alitalia vedrebbero di buon occhio una partecipazione più stretta con Lufthansa, sia per l’iniezione di capitale fresco che porterebbe sia per liberarsi dalle maglie strette cui l’hanno costretta alcuni alleati di SkyTeam.

Le cifre strillate nel titolo sono comunque eccessive, dato che secondo la legge tedesca sulle acquisizioni pubbliche “Qualsiasi parte, agendo da soli o in concerto con gli altri, direttamente o indirettamente, che acquisisca una partecipazione di controllo in una società quotata [viene indicata la soglia del 30%], deve lanciare un’offerta pubblica per tutte le azioni in circolazione”, ma così facendo Lufthansa rischierebbe di perdere i diritti di volo come compagnia europea.

Lasciata quindi fuori discussione l’ipotesi di fusione, resta sul tavolo come opzione plausibile l’acquisto di una partecipazione, inizialmente ridotta, ma che può crescere negli anni.