Category: nuove rotte

C’è bisogno di più voli verso le isole Falkland / Malvinas.

AirTanker Airbus A330 alla base RAF Brize Norton BZZ

AirTanker Airbus A330 alla base RAF Brize Norton BZZ

La diversificazione dell’economia, passata dalla monocultura dell’allevamento di pecore al turismo e alla pesca, intrapresa nel dopoguerra del conflitto con l’Argentina, combattuto nell’inverno australe del 1982, e una continua per quanto esigua immigrazione, ha portato come effetto il miglioramento dello status economico e la necessità di incrementare il numero di  voli verso le Isole Falkland / Malvinas.

L’economia delle isole è al 222esimo posto per grandezza su 229 economie considerate nel pianeta, ma tra le prime 10 per reddito pro capite.

La Falkland Chamber of Commerce, la Camera di Commercio locale, sta spingendo perchè si istituisca un volo aggiuntivo dal continente Sudamericano, dal Cile o forse dal Brasile, del quale i kelpers, il soprannome con il quale vengono identificati i locali dalla obbondanza di alghe kelp che circondano le isole, dicono di sentire una disperata necessità.

I circa 3000 civili che abitano le isole e i 1300 soldati britannici di stanza nella base di Mount Pleasant possono al momento contare su un volo bisettimanale dalla Gran Bretagna e su un volo settimanale dal Cile.

I voli dalle Isole Britanniche sono compiuti dalla RAF Royal Air Force e operati da AirTanker con apparecchi Voyager Airbus A330-200 configurati in una sola classe di 291 posti passeggeri (con una disposizione 2+4+2) con un pitch di 34in e IFE sistema di intrattenimento. Il volo di 20 ore tra la base RAF di Brize Norton BZZ e quella di Mount Pleasant MPN richiede un refuiling e un cambio di equipaggio sull’isola di Ascensione ASI, dove i passeggeri possono fare uno stop-over. Il prezzo del biglietto di andata e ritorno è fissato in 2.222 sterline per adulti non residenti. I voli, indicati come “the airbridge”, partono i mercoledì e le domeniche; possono essere prenotati scrivendo al Falklands Islands Government Office Coordinator: travel@falklands.gov.fk.

Molto più costosi, in termini di costo orario, solo 1 ora e 35 minuti il tempo di volo da Punta Arenas PUQ in Cile, sono i voli operati da LATAM: una ricerca effettuata a gennaio 2017 ha dato come risultato un prezzo del biglietto di andata e ritorno di circa 770 euro (da PUQ) e 1.150 euro (da STL) per volare nel mese di marzo 2017. I voli LA0991/LA0990 partono da Santiago del Cile STL ogni sabato mattino presto, fanno scalo a Punta Arenas e arrivano a Mount Pleasant nel primo pomeriggio; ritornano a Santiago in giornata. Una volta al mese la linea fa scalo anche a Rio Gallegos RGL in Argentina per fare salire passeggeri che hanno poi modo di ritornare a destinazione la settimana seguente.

Alitalia targata Etihad, un altro piano industriale.

az-furgoncino

Oggi 9 gennaio dovrebbe venire presentato il secondo piano industriale della nuova Alitalia targata Etihad e domani, se come presumo ancora una volta nessuno si assumerà la responsabilità di dire le cose come stanno, i titoloni dei giornali si limiteranno a strillare contro i tagli al personale e i tagli delle rotte, riporteranno alla memoria i Capitani Coraggiosi di berlusconiano impeto e magari, scavando ancora un po’ di più nel passato, di come Prodi cercò di venderla ad Air France per 1,7 miliardi di euro, ripeto miliardi di euro, ma poi cadde il governo e quello che venne si mise di traverso. Insomma, come al solito si guarderà più al passato e al presente che al futuro, perchè nel Bel Paese siamo assoluti generali nella tattica di corto termine, ma mezze calzette sulla strategia; difficilmente riusciamo a sviluppare un progetto vincente che vada oltre la punta del nostro naso.

Alitalia non ha passato un buon Natale e nella calza della Befana, che è riuscita a vedere solo perchè le banche si sono messe un’altra volta le mani sul cuore, ha trovato solo carbone.

Non è facile gestire una compagnia di aviazione civile di questi tempi quando la battaglia sul fronte europeo è ormai persa, e con immense perdite, a vantaggio del modello low-cost. Prima di AZ, sotto i colpi di Ryanair e easyJet, si sono già evolute IAG (British Airways e Iberia), Air France – KLM e il Gruppo Lufthansa che hanno creato compagnie satelliti a bordo delle quali volare non è più un piacere ma una semplice necessità. Point-to-point, passeggeri da impaccare su aerei single aisle e a pitch ridotto, balzelli per chi dimentica di stamparsi il biglietto, vuole imbarcare un kg in più o si concede un panino stantio, sono il nuovo mantra dei cieli e il risultato di una rivoluzione al ribasso che era stata salutata come una innovazione messianica.

Anche nel caso di Alitalia tutto fa prevedere che il Piano Industriale Due, ma si può scriverne uno diverso seppure con gli stessi uomini a poco più di due anni dal Numero Uno?, porterà in questa direzione. Degli esuberi ancora nessuno sa con esattezza la cifra precisa, le voci più contenute parlano di 1500 tagli, mentre i salari sono stati congelati, e si lanciano nell’aria come monetine le rotte che molto probabilmente verranno ridotte o chiuse. Si ridurranno Tel Aviv e Mosca, taglieranno Valencia e Bucarest e, udite udite, Malpensa. Il volo trigiornaliero Milano MXP – Roma FCO, utopia di feederaggio dal nord della Lombardia e oriente piemontese, e che perde 6 milioni di euro all’anno, verrà cancellato. Di AZ da MXP resteranno solo i voli diretti verso New York JFK, Tokyo NRT e Abu Dhabi AUH. Da fine marzo, poi, anche easyJet getterà la spugna battuta dall’Alta Velocità su rotaia tra Milano e Roma.

Si dice che verranno aggiunte nuove destinazioni intercontinentali da Roma FCO, ma con quali aerei?, che verranno acquistati o noleggiati con quali soldi? E considerando che le rotte più redditizie sono quelle sul Nordamerica, saranno i partner transatlantici, Delta in primis, disposti a rinegoziare la esigua fetta di pertinenza di AZ?

Cosa resta dell’Alitalia sexy e a 5 stelle, quelle vere, di cui si era riempito la bocca Montezemolo? Al momento solo nuove uniformi, maccheroncini deliziosi e fumanti in business class ma oltre un milione di euro di perdite al giorno.

Fatta la tara ai pro e ai contro, è dei continui aiuti di cui bisogna veramente indignarsi, non che vengano tagliate le rotte non redditizie, alleluia alleluia, ma che Alitalia non cessi mai di pescare nelle tasche degli italiani per rimanere a galla. Di chi credete che siano i soldi che ci mettono le banche, forse non avete un conto corrente?! Se quei soldi vanno ad una azienda che non ne produce e licenzia ce ne saranno di meno per chi vuole innovare e magari pure assumere.

Suvvia, caliamo il sipario definitivamente e auguriamoci che dai cieli sgombri di Alitalia possa finalmente nascere una compagnia privata, italiana, ben gestita e produttiva. Ma per mollare il telone ci vuole coraggio, ci vogliono palle d’acciaio impermeabili all’impopolarità e ai clientelismi. Chi si fa avanti?

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Queste sono le ventilate nuove rotte, almeno alcune delle nuove, sempre che si arrivi alla primavera.

Da Roma verso Kiev, Spalato e Dubrovnik; da Catania a San Pietroburgo; da Bologna, Venezia e Verona verso Ibiza; per l’estate da Olbia a Bologna, Genova e Trieste; da Catania a Torino; da Napoli a Cagliari. Dall’inizio del secondo quarto dell’anno, poi, sfruttando gli accordi di Open Skies tra la Comunità Europea e Israele, Alitalia prevede di collegare giornalmente Atene e Tel Aviv; rotta dove già operano El Al, Aegean Airlines e Israir.

La buona strada di Alitalia.

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Marco Polo decollerebbe da Roma FCO.

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La nuova Alitalia prende forma.

Per la prima volta dal 2009, nel trimestre presente, Alitalia raggiunge e supera l’80% di load factor, segno di un ritrovato rapporto positivo con il pubblico. Ma non bisogna dormire sugli allori, e in questo contesto Montezemolo e Hogan, presidente…