Author: michelemolinari

Alitalia va verso il commissariamento. E poi?

scatole di cartone e scotch da pacchi per il referendum Alitalia

scatole di cartone e scotch da pacchi per il referendum Alitalia

Il risultato scaturito dalle urne di cartone (!) del referendum tenuto nei giorni scorsi tra i dipendenti di Alitalia ha avuto un esito annunciato: No. No al piano, l’ennesimo, un altro!, messo in piedi dai dirigenti / banche / azionisti / etc. etc. No ad una iniezione di denaro che senza un ri-vo-lu-zio-na-rio e a-u-da-ce piano industriale prima o poi sarebbe finito, anche questo un’altra volta.

I sindacati avevano approvato, ma poi hanno voluto sentire la voce degli iscritti … e perché? Se il sindacalista non rappresenta, che bisogno c’è di averlo? Forse perché, facendo un po’ di dietrologia, tutti se ne sono voluti bellamente lavare le mani e nessuno c’ha voluto mettere la faccia: Alitalia, così com’è, non funziona. È pesante, troppi dipendenti; è gestita male, tanti travet senza immaginazione; vola dove non serve, leggi dove non guadagna. Va chiusa. Non è un asset per il Paese, al contrario è un’àncora.

E allora, gira l’elica gira, l’unico modo per salvare il salvabile sembra proprio quello di commissariare, sforbiciare, vendere. Da quando l’azionista di maggioranza, Etihad, si è messo a fare affari con Lufthansa (leggi qui e qui), hanno iniziato a circolare voci pure riguardo ad AZ. Potrebbe veramente Roma FCO diventare l’hub più a sud di quel colosso dei cieli che è Lufthansa Group, ed Alitalia snellirsi come Swiss? Questa è l’ipotesi ventilata dall’analisi de La Stampa di oggi che, tra le tante pagine sui quotidiani odierni è quella più essenziale ed incisiva. La trovate qui.

Ma cosa significa commissariare? Qui l’articolo su Il Sole 24 Ore.

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Chi segue abitualmente fammi volare forse avrà notato che in testa a questo post mancano i bottoni di Google Translator, è una scelta intenzionale. Oggi come non mai i panni sporchi si sciacquano in Arno, non c’è bisogno di sbandierare la nostra, reiterata, incapacità di fare impresa.

 

Atene: consigli di visita per viaggiatori. Le arti: documenta 14.

il Partenone visto dalla terrazza panoramica di EMST

il Partenone visto dalla terrazza panoramica di EMST

Punto di ingresso al paese sia per chi visita la Grecia insulare che continentale, Atene è raramente un viaggio a sè stante.

La capitale, già di per sè abitualmente trafficata, caotica e rumorosa, lo diventa ancora di più nei punti del turismo classico, dove i torpedoni scaricano incessantemente i patiti del selfie stick e del souvenir ciarpame. Sotto questa crosta superficiale, per quanto difficile da scavare, c’è una città con molti gioielli poco conosciuti e di sicuro valore.

Per la prima volta nella storia di documenta, la manifestazione di arte contemporanea a scadenza quinquennale giunta alla 14esima edizione, quest’anno gli eventi si tengono anche al di fuori della sede storica nella cittadina di Kassel in Germania: Atene ha, infatti, aperto i battenti di documenta 14 l’8 aprile, e li chiuderà il 16 luglio. La grande mostra di arte, ospitata in alcuni dei maggiori musei, sale da concerto, biblioteche, parchi e scuole della città, diventa così un ottimo spunto di visita per combinare le ultime tendenze artistiche e una Atene poco conosciuta.

Come muoversi: a piedi: 47 sono i luoghi collegati alla manifestazione (qui la mappa), la maggior parte si trova nei quartieri centrali e a distanza di passeggiata. Per tutti gli altri c’è la metropolitana oppure, molto più pratico e veloce, il taxi. TaxiBeat è la app per smartphone sviluppata in Grecia e di maggiore diffusione nel paese; estremamente funzionale, offre le migliori tariffe e consente il pagamento tramite carta di credito. Grazie ad un sistema di valutazione del conducente, tra l’altro quasi tutti parlano inglese, pone al riparo da itinerari “alternativi” troppo lunghi. In Grecia c’è anche Uber, ma pochi sono i tassisti collegati.

opere di Stanley Whitney al EMST

opere di Stanley Whitney al EMST

Dove passeggiare: numerose sono le strade pedonali nei quartieri di Plaka, Monastiraki e Psyrri sino ad Omonia, sono tutte piene di turisti ma pure vivaci di vita locale; le più suggestive, per essere strette tra l’Agorà, l’Aeropago e Filipappou sono Apostolou Pavlou e Dionysiou Areopagitou. La piazza Syntagma è il luogo dove, prima o poi, passano tutti; mentre i Giardini Nazionali sono il posto dove cercare ombra e tranquillità.

Come rimanere collegati: in attesa del roaming-come-at-home previsto per il 15 giugno 2017, data dalla quale nei paesi della Comunità Europea telefonare e inviare sms costerà come con il contratto del paese di residenza (per il traffico dati saranno necessari ancora 5 anni per diminuire i costi, sino a fine 2017 1G costerà €7,70), ci si può appoggiare alle comunque sempre più convenienti proposte del proprio operatore, o al wifi che si trova in quasi tutti i bar, ristoranti e musei … con fortune alterne di trasmissione.

Quali musei: saltando l’elenco dei luoghi della Grecia classica per i quali non c’è bisogno di suggerimenti, non fatevi però mancare almeno uno tra il Museo dell’Acropoli (splendida struttura moderna / affollato) o il Museo Nazionale di Archeologia (struttura classica e datata / meno affollato), il museo clou della manifestazione e dell’arte contemporanea ad Atene è il EMST – Museo Nazionale di Arte Contemporanea.

l'installazione The Way Earthly Things Are Going di Emeka Ogboh al Athens Conservatoire (Odeion)

l’installazione sonora The Way Earthly Things Are Going di Emeka Ogboh al Athens Conservatoire (Odeion)

Cosa non mancare: visitate il più possibile, ma se contate su un tempo ridotto non potete perdere:

EMST

  • i grandi dipinti di Stanley Whitney
  • il video The House is Black della poetessa e direttrice cinematografica Forough Ferrokhzād
  • la Symphony of Industrial Horns del musicista Sergey Khismatov
  • il video The Street & Modern Life, Birmingham, U.K. del fotografo Hans Eijkelboom

Athens Conservatoire (Odeion)

  • la performance e installazione Zombification di Kettly Noël
  • l’installazione sonora con display in tempo reale delle borse di tutto il mondo The Way Earthly Things Are Going di Emeka Ogboh

Athens School of Fine Arts

Benaki Museum 138 Pireos St. Annex

  • il ciclo narrativo pittorico della storia congolese di Tshibumba Kanda Matulu

Byzantine and Christian Museum (Giardini)

  • l’installazione sonora When Elephants Fight, It Is the Frogs That Suffer di Benjamin Patterson (peccato per il rumore di sottofondo del traffico, il giardino è comunque un gioiello nel centro cittadino)

Gennadius Library

  • il video A Beautiful Living Thing di Ross Birrell, Jo Crotch al violino.
interno della Gennadius Library, alle ringhiere appese fotografie di Igo Diarra per la serie Learning from Timbuktu

interno della Gennadius Library, alle ringhiere appese fotografie di Igo Diarra della serie Learning from Timbuktu

Come viaggiare dall’aeroporto alla città, e viceversa: il punto centrale della capitale è piazza Syntagma, collegata all’aeroporto di Atene Venizelos ATH sia dalla metropolitana che dalla linea di bus espresso X95. Un biglietto di sola andata per i 33km che li separano, per la prima costa €10, per il secondo €6; il tempo di percorrenza è più o meno lo stesso, circa un’ora, così come pure la scomodità dei sedili. Il bus compie un percorso più panoramico che quello di un tubo quasi esclusivamente sottoterra.

Come volarci: Atene ATH è un aeroporto minore nel panorama europeo, ma non per questo meno trafficato specialmente in stagione turistica; il wifi gratuito, per quanto pubblicizzato, non funziona; il Duty Free non è per nulla conveniente. Alitalia vola da Roma FCO e Tel Aviv TLV (dal 1 maggio 2017); Meridiana ha un volo stagionale da Torino TRN; Lufthansa e Swiss volano dalle principali città italiane via Francoforte FRA, Monaco MUC, Zurigo ZRH e Ginevra GVA. Atene ATH è l’hub di Aegean Airlines che da qui connette Milano MXP e Roma FCO, stagionalmente anche Napoli NAP, Pisa PIS e Venezia VCE.

tutte le foto © Michele Molinari

 

Roma Fiumicino sarà il primo hub di Ryanair.

Boeing 737 MAX

Boeing 737 MAX con livrea Ryanair

Ryanair è pronta a cambiare modello industriale e a passare ad uno schema hub-and-spoke. Dopo anni passati a perfezionare il modello point-to-point, che porta i passeggeri da un aeroporto all’altro senza scali intermedi, ma non si occupa delle connessioni né alla partenza né all’all’arrivo, la compagnia low-cost irlandese è alla soglia del grande balzo. Dalla fine del mese di aprile 2017 sarà Roma Fiumicino, aeroporto principale di quell’Alitalia ancora alle prese con mille problemi, il primo scalo nel quale i passeggeri di Ryanair potranno trasferirsi da un volo all’altro per giungere a destinazione.

Il sistema point-to-point è più semplice da mettere in pratica e richiede meno spese da parte del vettore, ma limita il numero di destinazioni che un passeggero può raggiungere, e lo obbliga a studiare autonomamente orari dei voli e tempi dei trasferimenti che comprendono pure il ritiro dei bagagli e la loro riconsegna. Nel modello incentrato su hub, invece, la compagnia si fa carico delle coincidenze dei voli, della logistica del trasbordo dei bagagli e, con un semplice stop-over, amplia il ventaglio di destinazioni raggiungibili con un solo biglietto. È inoltre responsabile, in caso di ritardo che causi la perdita della coincidenza, di portare comunque a destinazione il passeggero.

Per il mese di settembre, inoltre, è previsto l’inizio di una collaborazione più stretta, quale feeder dei voli intercontinentali, di Norwegian Air Shuttle a Londra Gatwick e Aer Lingus a Dublino.

Siamo agli albori di un cambio di paradigma per le compagnie low-cost, che puntano a diventare ancora più competitive nei confronti dei vettori tradizionali.

Lufthansa si espande verso est: aggiunti nuovi codeshare.

Oman Air business class a bordo di Airbus A330-300 - ©Andrea Tabanelli

Oman Air business class a bordo di Airbus A330-300 – ©Andrea Tabanelli

Dopo la sorpresa di essere scesi a patti con uno dei “grandi nemici” del Golfo, nello specifico Etihad Airways (leggi qui), Lufthansa e le altre compagnie del Gruppo continuano l’espansione dei codeshare verso est, tocca ora a Oman Air e Cathay Pacific. Se il primo è un attore di secondo piano nel panorama aeronautico mondiale, il secondo è un concorrente diretto del Lufthansa Group sulle rotte per il Sudest Asiatico e più lontano verso l’Australia e la Nuova Zelanda, oltre che socio fondatore dell’alleanza oneworld, così come Lufthansa lo è della rivale Star Alliance.

Vediamo nello specifico quali sono i vantaggi per i viaggiatori delle diverse compagnie.

Lufthansa metterà il proprio codice sui voli operati da Oman Air in collegamento tra Muscat MCT e sia Monaco MUC che Francoforte FRA; per migliorare il servizio già eccellente della compagnia sulla rotta MCT – FRA verrà introdotto il nuovissimo Boeing 787-9. All’aeroporto di Francoforte, al fine di facilitare i collegamenti verso altri vettori Star Alliance, le operazioni della compagnia omanita verranno trasferite al Terminal 1. Dalla Germania il codice di Oman Air raggiungerà poi 59 destinazioni tra Europa e Nordamerica.

Il codeshare con Cathay Pacific vedrà Lufthansa, Swiss e Austrian Airlines mettere il rispettivo codice sui voli in partenza da Hong Kong per Auckland, Cairns, Melbourne e Sydney; dal 26 aprile. Il codice CX di Cathay Pacific apparirà su 14 destinazioni europee incluso Francoforte, Vienna, Zurigo, Venezia e Firenze.

I rapporti di codeshare permetteranno l’accumulo e l’utilizzo di miglia sui programmi delle rispettive compagnie.

British Airways sta perdendo la buona reputazione.

British Airways Airbus A320

British Airways Airbus A320

Le ultime mosse di British Airways, che in classe economica si è messa a rincorrere e in alcuni casi pure superare le compagnie low-cost, stanno minando la buona reputazione della aerolinea di bandiera britannica.

Intendiamoci, in questo caso il termine “superare” non significa migliorare il servizio, bensì proprio il contrario: ridurre lo spazio a disposizione del passeggero, tagliare sul servizio di bordo, imporre tasse e gabelle per spedire una valigia, effettuare il check-in in aeroporto o ancora scegliere un posto.

Molti degli affezionati passeggeri di BA si sono lamentati, e diversi esperti di aviazione ed agenzie di marketing vedono lo prime avvisaglie per un deterioramento della stima nei confronti della marca.

Più in dettaglio. Negli ultimi mesi British Airways ha smesso di fornire gratuitamente il servizio di rinfresco e ristoro a bordo, mentre ha firmato un accordo con la catena di supermarket Mark & Spencer per la vendita di bibite e panini ai passeggeri.

lo spazio disponibile sui voli a corto raggio

lo spazio disponibile sui voli a corto raggio

Inoltre, tutti gli interni degli apparecchi Airbus A320 e A321 della flotta di base a Heathrow e Gatwick e destinati a rotte in Europa, saranno modificati per ridurre il pitch, lo spazio tra un sedile e quello di fronte, a 29 inches, meno che molte low-cost. Sugli apparecchi Boeing 777 in servizio sul lungo raggio il pitch rimarrà l’attuale di 31-32 inches, ma entro l’inizio del 2018 verrà aggiunto un sedile ad ogni fila, in una disposizione 3+4+3, che fondamentalmente ridurrà la larghezza di ogni posto.

La competizione nell’industria dell’aviazione civile è molto forte, e in un mercato saturato di offerta come quello europeo e dove i prezzi sono in diminuzione le compagnie si adattano ad un cliente tipo ormai sempre più abituato all’idea che i voli debbano innanzitutto costare poco.

Se sul corto periodo la mossa di British Airways si può dimostrare efficace, c’è però il rischio che sul lungo periodo la compagnia perda il blasone che si è conquistata nel corso degli anni. La politica di offrire ai propri clienti lo stesso povero servizio che le principali compagnie low-cost riservano ai viaggiatori può infatti rivelarsi un’arma a doppio taglio: nel momento in cui il pubblico perde la percezione di qualità di uno specifico prodotto, non c’è più nessuna ragione perché lo scelga a scapito degli altri.

Level è una nuova compagnia low-cost sul lungo raggio.

Level Airbus A330

Level Airbus A330

Una nuova compagnia aerea che porta i colori del cielo e della terra, e nel logo la vista livellata dal cockpit, sta solcando i cieli, o meglio presto li solcherà. IAG ha annunciato il varo di Level, che diventerà operativa dal 1 giugno con il volo Barcellona BCN – Los Angeles LAX (2 voli settimanali: giovedì e domenica). A seguire, nel giro di un paio di settimane, altri decolli sempre da BCN per Oakland OAK (3 voli: martedì, venerdì, domenica), Punta Cana PUJ (2 voli: mercoledì e sabato) e Buenos Aires EZE (3 voli: martedì, giovedì e sabato).

Azzurro e verde sono i colori che contraddistinguono il nuovo vettore, fratello minore di British Airways, Iberia, Vueling e Air Lingus. Colori semplici e sovranazionali, politica dei prezzi aggressiva e due tariffe chiare per prendere di mira i Millennials con tanta voglia di viaggiare ma che forse, per via dei costi dei biglietti, non l’hanno ancora fatto.

Level, per il momento, vola solo con due apparecchi Airbus A330 nuovi, con lo stesso tipo di sedili e disposizione di Iberia in classe economica (293 posti in disposizione 2+4+2; 30 inches di pitch, lo spazio tra le file di sedili; schermo da 10 pollici) e premium economy (21 posti in disposizione 2+3+2; 37 inches di pitch; schermo da 12 pollici), non c’è la business class. La tariffazione è semplice e chiara: il livello più basso prevede solo il posto non assegnato, un bagaglio a mano e la selezione di film su un mini-schermo da 10 pollici; quello superiore è full inclusive, come la classe economica nella maggior parte dei vettori sul lungo raggio. In mezzo, a scelta e a pagamento: bagaglio in stiva, pasto e bibite, selezione del posto, exit seat con più spazio per le gambe, wifi, comfort pack (coperta, cuscino e amenity kit). Tutte le tariffe prevedono l’accumulo di punti Avio, anche se per il momento verso il programma Iberia Plus.

tariffazione e servizi a bordo nelle due classi

tariffazione e servizi a bordo nelle due classi; prezzi previsti se nella tariffa scelta non è compreso: scelta posto €15-30; pasto €35; bagaglio in stiva €40

A giudicare dalle vendite effettute il primo giorno disponibile (sabato 18 marzo) dal sito flylevel.com sembra proprio che IAG abbia fatto bingo con il vettore che mancava: sono infatti stati venduti 52mila biglietti, abbastanza per riempire l’equivalente di 167 apparecchi! Il che è un buon segnale per la compagnia che prevede nel tempo a venire di aggiungere nuove destinazioni, chissà altri aeroporti di partenza e più aerei, ma è una notizia pessima per i passeggeri: scordatevi le tariffe super scontate a meno che non prenotiate un volo per l’anno prossimo.

Come dicevamo i voli Level decollano da Barcellona BCN, hub di Vueling; sono 124 le destinazioni direttamente collegate dalla compagnia low-cost di corto raggio, che diventa a tutti gli effetti il feeder per le rotte transatlantiche. La seconda base di Vueling in Europa è Fiumicino, con 50 destinazioni non-stop; nella stessa logica che ha condotto a scegliere BCN, possiamo immaginare che la fase successiva vedrà voli Level in partenza di Roma FCO?

Level non è la prima compagnia che cerca di replicare sul lungo raggio la struttura e la politica dei prezzi low-cost. Per il momento nessuno dei precedenti tentativi si può considerare un successo: AirAsia e Jetstar sono in difficoltà, Norwegian a malapena si mantiene in utile e WOW! vivacchia facendo scalo a Reykjavik KEF. Tutte beneficiano del basso prezzo di carburante, ma che faranno se il barile di greggio dovesse iniziare a salire di nuovo?

gli interni della classe economy sono in tutto simili a quelli di Iberia, che di fatto opera la compagnia, si distinguono solo per il poggiatesta con il logo di Level; la disposizione è 2+4+2

gli interni della classe economy sono in tutto simili a quelli di Iberia, che di fatto opera la nuova compagnia come compagnia virtuale, si distinguono solo per il poggiatesta con il logo di Level; la disposizione è 2+4+2

Va inoltre ricordato ai potenziali passeggeri come il costo del biglietto non sia fisso come la cifra stampata su un volantino, ma fluttui in funzione delle date scelte, della quantità di biglietti venduti per quello specifico volo, della concorrenza sulla rotta, etc. Insomma, le tariffe che vengono pubblicizzate con tanta fanfara, da tutte le compagnie non solo dalle low-cost, spesso sono impossibili da trovare.

Come per i voli intraeuropei, la risposta delle compagnie legacy (le non low-cost) è stata la creazione di fasce tariffarie per venire incontro alle necessità degli utenti che si orientano verso i prezzi low-cost ma preferiscono la qualità e affidabilità di una grande compagnia. Anche per il lungo raggio si prevede una diminuzione dei prezzi complessivi dei biglietti, magari tagliando su qualche extra. I Millennials sanno dove cercare prezzi simili a quelli della nuova compagnia, Skyscanner, Expedia, Matrix non sono un segreto per nessuno.

Al momento i voli Level hanno un codice Iberia IB26xx, appaiono sui siti generalisti come Iberia, e Level non ha una pagina di prenotazioni dato che si viene ridiretti sul sito di Iberia. Anche se l’idea è quella di connettere i passeggeri di Vueling con i voli Level, dal sito della prima non è possibile prenotare i voli intercontinentali; effettuando la ricerca sul sito di Iberia per partenze da città europee servite da Vueling, appaiono di preferenza le tratte via Madrid, se appaiono quelle via Barcellona le tratte intra europee hanno prezzi non low-cost. Quindi per il momento non è possibile collegare sullo stesso biglietto la tratta intra europea con il volo Level. Tutto questo è probabilmente temporaneo, ma sicuramente genera molta confusione nel passeggero.