All’imbarco: la dinamica dei fluidi.

dy01Sono lustri che volo, e anche piuttosto frequentemente, ma continuo a chiedermi cosa formi la coda all’imbarco. Non al check-in, proprio all’entrata nella cabina. Forse potrebbe aiutarmi a capire uno studioso della dinamica dei fluidi, tenendo però presente che la legge dei vasi comunicanti qui non vale. Al contrario. Se la si seguisse, immediatamente i passeggeri entranti si sistemerebbero negli appositi sedili, il vuoto. Ma non è così, non è mai così, in nessuna parte del mondo. Non è questione di giovani o vecchi, di principianti o esperti, di grassi o magri, di abitudini del nord o tradizioni del sud. Davanti a un corridoio vuoto e a file di posti vuoti i passeggeri si bloccano, fanno ingorgo. Forse servirebbe uno studioso di psicologia sociale per spiegare che ognuno, di fronte a quella situazione, si cura solo di sé e del proprio comfort immediato e futuro. O uno psicologo che potrebbe dissertare sul blocco dell’individuo di fronte a una scelta. Andiamo a spanne: il 50% dei passeggeri si comporta come se la cabina fosse uno spazio personale; il 40% accetta la decisione del 50%, dandola per scontata; il 10% freme. Inutile dire che io mi ritrovo sempre in quel 10%. Sarò prevenuto, ma mi dà un fastidio tremendo vedere quello completamente scoordinato che non sa decidersi se mettere prima la borsa nella cappelliera, o prima mettere la felpa sul sedile…e il libro, e il cellulare, e lo snack appena comprato… Oppure quello che, con lentezza estrema e pignoleria urticante, sistema tutto come se si trattasse del suo armadio a quattro ante per il cambio di stagione. O quelli che hanno figli, e gli permettono di fare come vogliono, perché si sa, i figli… Si potrebbe elencare all’infinito, rischiando di dire spesso cose banali, ma è così. Sembra una legge soprannaturale, come quella che governa il passaggio di piselli in un imbuto.

Interi equipaggi, lo vedi dagli occhi, lo vivono come un incubo. L’imbarco di massa, incattivito negli ultimi anni dalla pratica delle low-cost che non assegnano il posto, ha sviluppato, oltre alle categorie tradizionali, anche quella dei predatori, che si lanciano sui posti ma, essendo parecchi, intasano più e meglio dei classici passeggeri. Forse la spiegazione è semplice, e va vista nell’attitudine non cooperativa degli umani.

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