Alitalia in un vuoto d’aria.

AlitaliaIn una situazione di emergenza dove la convenienza economica avesse prevalso sulle tattiche politiche, Alitalia sarebbe stata considerata alla stregua di un manufatto, dei quali l’Italia è grande esportatrice in tutto il mondo, e venduta al migliore offerente. Al tempo Air France – KLM.

In una successiva e ripetuta situazione di emergenza, considerando di avere imparato dall’esperienza precedente, l’ossigenazione della moribonda Alitalia sarebbe venuta da una strategia piuttosto che da una ulteriore azione tattica che, per definizione, ha una visione temporale limitata.

Gli italiani sono grandi tatticisti, ma mediocri strateghi, e per questo la capacità di trasformare un problema in una opportunità è tutta da verificare. Per il momento sottoscriviamo un coraggioso piano d’intenti, che però non cancella le colpe di miopia e attendismo, sino al rosso della riserva, degli Amministratori e dei recenti Governi.

Gruppo Poste Italiane, la cui totalità del capitale è detenuta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, genera l’80% dei ricavi in settori diversi dal servizio postale: servizi assicurativi e finanziari i cui fondi sono intercettati attraverso più di 13 mila sportelli con diffusione capillare sul territorio. Mistral Air, compagnia aerea di proprietà del Gruppo, ha una flotta di 7 apparecchi e si occupa di trasporto merci, passeggeri e posta. Nel 2012 Gruppo Poste Italiane ha conseguito ricavi per 24 miliardi di euro e utili per 1,03 miliardi di euro.

Queste sono le sinergie possibili tra Alitalia e Poste Italiane.

1 – Trasformare Mistral in un vettore low-cost di Alitalia. La distribuzione della posta avviene di notte e spesso gli aerei tornano alla base vuoti: potrebbero operare anche per trasporto passeggeri. Quattro dei velivoli della flotta sono Boeing 737-300 QC, quick change, che possono modificare la configurazione 148 posti a cargo, e viceversa, in soli 40 minuti. La distribuzione della posta verrebbe ottimizzata anche attraverso la rete di Alitalia.

2 – Alitalia come vettore dei prodotti venduti tramite l’e-commerce di Poste Italiane.

3 – Valorizzazione di Alitalia come vettore cargo intercontinentale del Made in Italy, prodotti che al momento viaggiano, soprattutto verso Oriente, con altre compagnie.

4 – Vendita dei biglietti aerei nel sistema on line e agli sportelli di Poste Italiane.

Un piano industriale strategico sul lungo periodo non può esimersi, comunque, dal considerare la necessità di un partner forte, globale, con buone prospettive di crescita, ma che non soffochi Alitalia nell’abbraccio. Il candidato più probabile sembra il Gruppo franco-olandese, ma le porte vanno tenute aperte senza preclusioni, chissà se per l’ingresso di Etihad Airways, e le trattative condotte con la coscienza delle potenzialità del sistema Paese, perché anche i vuoti d’aria hanno fine.

2 comments for “Alitalia in un vuoto d’aria.

  1. October 13, 2013 at 11:17 pm

    Eccellente l’articolo Michele, hai scritto sui problemi dell’Alitalia senza cascare nella politica e hai anche suggerito delle soluzioni per la compagnia. Non sarebbe buono che l’Alitalia sparisse, come tante aziende del settore hanno sparito negli ultimi anni.

    • October 14, 2013 at 12:17 am

      Grazie André 🙂 anch’io non vorrei che AZ sparisse, tengo le dita incrociate!

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