Alitalia alla tavola di Etihad?

02_-_etihad-airways-a340 (1)La fase di due diligence continua, Etihad Airways è al momento ospite nella cabina di comando di Alitalia e ne sta esaminando il log book / libri contabili e la rotta / business plan. Questo dimostra un interesse concreto della compagnia del Golfo nei confronti di AZ, dato che si tratta di una investigazione volontaria e non dovuta, ma che, non necessariamente, sbocca in una partecipazione.

Al recente salone aeronautico di Dubai, il novembre scorso, Etihad ha piazzato ordini per 97 nuovi aeromobili Airbus e 56 Boeing, che si sommeranno e in parte sostituiranno l’attuale flotta di 89 apparecchi; a tutt’oggi le destinazioni raggiunte dall’hub di Dubai sono 96. Numeri invidiabili per una compagnia fondata nel 2003 e che, è vero, può contare su forzieri pieni di petrodollari, ma che ha pure imparato a camminare con le proprie gambe, avendo generato nel 2012 ricavi per 4,8 miliardi di dollari e profitti per 42 milioni.

E’ chiaro come, sotto la spinta propulsiva di questi investimenti e per continuare a generare profitto, la compagnia, come le altre del Golfo d’altronde, non può fare altro che crescere in numero di destinazioni e di passeggeri trasportati (10,3 milioni nel 2012). Se le prime si raggiungono con il proprio network, i secondi si captano anche attraverso gli accordi di codeshare. Quest’ultima è la politica che porta avanti Etihad quando sigla accordi con, ad esempio, American Airlines, Air France – KLM e altre decine di compagnie sparse sul globo, mentre continua la campagna di acquisizione di importanti quote in compagnie regionali sui due lati est / ovest del suo hub. L’acquisto del 24% di Jet Airways le permette di mettere il piede nell’uscio del grande mercato indiano, mentre per quello altrettanto attraente dell’Europa già si è aggiudicata il 49% di JAT ribattezzata Air Serbia (qui), il 29,21% di air berlin, e il 33,3% di Darwin Airline (qui), che sarà ribattezzata Etihad Regional.

Se il network di air berlin è di tutto rispetto, 174 destinazioni servite da una flotta di 124 apparecchi, lo stesso non si può dire né per Air Serbia, 41 destinazioni di cui 7 stagionali servite da 16 apparecchi (+ 15 in ordine), né per Darwin Airline che serve 26 destinazioni con una flotta di 10 Saab 2000 bielica. Per le ultime due compagnie è chiara la funzione di feeder sugli aeroporti serviti da Etihad e air berlin.

Alitalia ha una dimensione comparabile a quella attuale di Etihad, 83 destinazioni raggiunte con 108 apparecchi, e intermedia tra air berlin e quella dei due piccoli partner europei. Se il business in questione dovesse andare in porto, quale futuro sarà riservato ad Alitalia: sarà declassata a feeder o rafforzata come partner in un network sempre più globale?

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